Suor Germana, cucina e fede

  • Paola Montonati

suor germanaIl 7 marzo è scomparsa a ottantun anni Suor Germana, nota soprattutto per avere scritto numerosi e popolari libri di cucina.

Martina Consolaro, questo è il vero nome di Suor Germana, era nata il 3 luglio 1938 a Durlo di Crespadoro, in provincia di Vicenza.

A 16 anni si unì alla congregazione delle suore del Famulato Cristiano, che le affidarono la gestione di un corso di economia domestica per giovani fidanzati, anche se in realtà non sapeva nemmeno da che parte cominciare.

Poi si rese conto che poteva mettere a frutto la mia esperienza, le ragazze di città non sapevano quasi rompere un uovo mentre lei, figlia di contadini, aveva imparato a preparare da mangiare con quello che c’era a disposizione.

Negli anni Ottanta la casa editrice Piemme le propose di realizzare un libro con alcune delle ricette insegnate nel corso e il primo, del 1983, fu Quando cucinano gli angeli, a cui ne seguirono decine di altri, oltre a un’agenda annuale pubblicata a partire dal 1987.

In tutto la suora cuoca ha scritto una ventina di libri, l'ultimo è del 2016, Il ricettario di Suor Germana: 30 anni di cucina casalinga, ha collaborato con Radio Maria e con le riviste Famiglia Cristiana e Visto, e ha partecipato come ospite a trasmissioni televisive come Mi manda Lubrano, Forum, I fatti vostri, Festival di Sanremo 1999, Uno Mattina, Domenica In e Cominciamo bene. 

Per la Pasqua Suor Germana una volta disse “Ho un peso sul cuore: come dire Buona Pasqua con quello che sta succedendo in questo nostro mondo? Se allarghiamo lo sguardo all'intera umanità sembra sempre più difficile trovare il luogo e il momento per scambiarci auguri di serenità e di pace. E più i fatti dolorosi, le persone coinvolte e la sofferenza si avvicinano, più ci sconvolgono e scuotono anche la fede. Chi muore per le bombe, chi muore per la fede, chi vittima dell'aids e delle fame, chi muore nel terremoto, chi appena nato, chi muore per la velocità, chi per l'alcool... Eppure Pasqua è un passaggio che di anno in anno segue un percorso che viene da lontano e ci porta molto al di là di quanto possiamo immaginare, desiderare, sperare: una vita oltre la morte, una vita senza fine... Utopia, sogno? La scelta di credere o non credere è così personale e profonda da dare un senso pasquale a tutta la nostra esistenza. Per questo auguro una buona Pasqua nel senso originale che è quello che ancora oggi risponde alle nostre speranze anche in mezzo ad una realtà che sfida la nostra fede”.

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