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Regina Cassolo Bracchi: la scultrice futurista nata a Mede

  • Paola Montonati

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Regina Cassolo Bracchi, conosciuta nel mondo dell’arte semplicemente come Regina, fu una delle personalità più originali del Futurismo italiano e della scultura astratta del Novecento. Nata a Mede nel 1894, trasformò materiali come alluminio, latta, celluloide e plexiglas in figure leggere, dinamiche e sorprendentemente moderne.

Dopo gli esordi figurativi, Regina aderì al Futurismo negli anni Trenta e partecipò a quattro edizioni della Biennale di Venezia. Nel secondo dopoguerra si avvicinò invece al Movimento Arte Concreta, continuando a sperimentare forme, trasparenze e materiali industriali.

Oggi una parte importante della sua produzione è conservata nella raccolta civica di Mede e, dal 2026, nell’allestimento “Regina. Sperimentatrice geniale” presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano.

Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2026.

Dove vedere le opere di Regina

  • Mede: Raccolta Regina Cassolo, Castello Sangiuliani, piazza della Repubblica 39
  • Vigevano: “Regina. Sperimentatrice geniale”, Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Castello Sforzesco

Chi era Regina Cassolo Bracchi

Regina Prassede Cassolo nacque a Mede, in Lomellina, il 21 maggio 1894 e morì a Milano nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1974.

Nel corso della sua carriera attraversò alcune delle esperienze più importanti dell’arte italiana del Novecento:

  • la scultura figurativa degli anni Venti;
  • il secondo Futurismo negli anni Trenta;
  • l’astrattismo del secondo dopoguerra;
  • il Movimento Arte Concreta;
  • la sperimentazione con plexiglas, celluloide e materiali industriali;
  • il disegno astratto e il collage.

La Biennale di Venezia l’ha descritta come l’unica scultrice donna del Futurismo all’inizio degli anni Trenta. Il suo lavoro, tuttavia, non si esaurì nell’esperienza futurista: Regina continuò a rinnovare il proprio linguaggio fino agli ultimi anni di vita.

Infanzia e formazione artistica

Regina nacque in una famiglia di commercianti. Il padre Angelo Cassolo e la madre Rosa Poggi gestivano una macelleria a Mede. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1900, la madre continuò a occuparsi della famiglia e del lavoro.

La giovane Regina studiò presso il collegio delle suore Canossiane di Pavia, dove coltivò anche un forte interesse per la musica.

Frequentò successivamente l’Accademia di Brera a Milano, diplomandosi, e perfezionò la propria formazione a Torino nello studio dello scultore Giovanni Battista Alloati.

Il lavoro con Alloati le permise di approfondire:

  • il disegno;
  • la modellazione plastica;
  • il ritratto;
  • la rappresentazione degli animali;
  • l’uso di gesso, marmo e bronzo.

Le prime opere di Regina erano ancora figurative, ma già mostravano una progressiva semplificazione dei volumi e una particolare attenzione alla linea e alla leggerezza delle forme.

Il matrimonio con Luigi Bracchi

Nel 1921 Regina sposò il pittore paesaggista Luigi Bracchi e si trasferì a Milano, in via Rossini 3.

I due artisti avevano linguaggi molto differenti: Bracchi rimase legato soprattutto alla pittura figurativa e al paesaggio, mentre Regina si orientò progressivamente verso la sperimentazione, l’astrazione e l’uso di materiali innovativi.

La loro casa milanese divenne un luogo frequentato da artisti, intellettuali e protagonisti della cultura del Novecento. Regina continuò tuttavia a mantenere un forte legame con Mede, dove tornò più volte e dove trascorse anche parte degli anni della guerra.

Dopo la morte dell’artista, Luigi Bracchi donò al Comune di Mede una parte vastissima delle sue opere, permettendo la nascita della raccolta civica a lei dedicata.

Gli esordi e la mostra del 1931

Negli anni Venti Regina realizzò principalmente ritratti, figure e animali in marmo, bronzo e gesso.

La prima svolta pubblica arrivò nel marzo 1931, quando espose insieme al marito alla Galleria del Senato di Milano.

Accanto alle opere figurative tradizionali, la scultrice presentò nuove creazioni realizzate con:

  • alluminio;
  • latta;
  • celluloide;
  • cera;
  • materiali assemblati.

Le sottili lamine metalliche venivano tagliate, piegate e sovrapposte fino a creare figure tridimensionali che sembravano disegni sospesi nello spazio.

La mostra attirò l’attenzione di critici come Edoardo Persico e Ugo Nebbia e avvicinò Regina agli ambienti dell’avanguardia futurista.

Regina Cassolo e il Futurismo

Nel giugno 1933 Regina partecipò alla mostra Omaggio futurista a Umberto Boccioni, organizzata alla Galleria Pesaro di Milano. L’esposizione segnò la sua adesione ufficiale al gruppo futurista.

Nel 1934 sottoscrisse, insieme a Bruno Munari e ad altri artisti, il Manifesto tecnico dell’Aeroplastica futurista.

Nello stesso anno partecipò alla XIX Biennale di Venezia, presentando due gruppi di opere definiti “aerosculture”. Tornò poi alla Biennale nelle edizioni del:

  • 1936;
  • 1938;
  • 1940.

Partecipò inoltre alla II Quadriennale di Roma nel 1935 e alla III Quadriennale nel 1939.

Il Futurismo di Regina non si basava soltanto sulla celebrazione della velocità e delle macchine. Le sue figure, spesso femminili, combinavano elementi tecnologici con una leggerezza quasi poetica.

Le principali opere futuriste

Tra le opere più note realizzate negli anni Trenta figurano:

  • La signora provinciale, 1930-1931;
  • Danzatrice, 1930;
  • Sofà, 1932;
  • L’amante dell’aviatore, 1935;
  • Aerosensibilità, 1935;
  • La piccola italiana, 1935;
  • Il paese del cieco, 1936;
  • Torre, 1937;
  • Donne abissine, 1939.

Le opere in alluminio e latta apparivano leggere e taglienti allo stesso tempo. Le figure non erano modellate come nella scultura tradizionale, ma costruite attraverso piani sovrapposti, vuoti, profili e intersezioni.

Il risultato poteva ricordare una macchina, una maschera teatrale o un personaggio proveniente da un futuro immaginato.

Dal dopoguerra all’arte astratta

Durante la Seconda guerra mondiale Regina lasciò temporaneamente Milano e trascorse alcuni periodi a Mede e in Valtellina.

Lontana dal proprio studio, abbandonò per qualche tempo le lamine metalliche e tornò a concentrarsi sul disegno e sull’osservazione della natura.

Studiò in particolare:

  • fiori;
  • foglie;
  • semi;
  • strutture vegetali;
  • forme di crescita presenti in natura.

Alcuni disegni vennero colorati utilizzando direttamente il succo di foglie e petali strofinati sulla carta.

Dopo il ritorno a Milano nel 1945, queste osservazioni furono trasformate in sculture sempre più astratte. Le forme dei fiori non venivano riprodotte realisticamente, ma ridotte alle loro strutture essenziali.

Regina e il Movimento Arte Concreta

Nel 1951 Regina aderì al MAC – Movimento Arte Concreta, nato a Milano per promuovere un’arte astratta fondata su forme, colori e rapporti spaziali autonomi.

Nel gruppo ritrovò anche Bruno Munari, conosciuto durante l’esperienza futurista.

La personale organizzata nel gennaio 1951 alla Libreria Salto di Milano mise in relazione le opere futuriste degli anni Trenta con le nuove sculture astratte e biomorfe.

Regina partecipò alle esposizioni e alle ricerche del MAC, lavorando sul rapporto tra:

  • arte e industria;
  • scultura e architettura;
  • forma e spazio;
  • trasparenza e colore;
  • materiali tradizionali e materie plastiche.

Nel 1953 prese parte anche alla Biennale di San Paolo del Brasile.

La sperimentazione dei materiali

Uno degli aspetti più moderni del lavoro di Regina fu la capacità di utilizzare materiali che all’epoca erano ancora poco comuni nella scultura.

Alluminio e latta

Negli anni Trenta tagliò e piegò sottili lastre metalliche, trasformandole in silhouettes, maschere e figure spaziali.

Celluloide

Regina sperimentò anche fogli di celluloide colorata, materiale leggero e trasparente che consentiva alla luce di diventare parte dell’opera.

Plexiglas

Negli anni Cinquanta utilizzò il plexiglas per realizzare strutture composte da elementi sospesi, moduli colorati e superfici trasparenti.

Gesso, marmo e bronzo

Non abbandonò completamente i materiali tradizionali. Li utilizzò però per creare sculture astratte ispirate alla natura e allo spazio, come Fiore a tre petali e Scultura spaziale.

Disegni e collage

Il disegno rimase centrale durante tutta la sua vita. Regina realizzò studi naturalistici, composizioni geometriche, collage e tavole dedicate ai suoni, al linguaggio e al movimento.

La riscoperta critica di Regina

Dopo la conclusione dell’esperienza del MAC, Regina continuò a lavorare in modo riservato, lontano dai grandi proclami dei movimenti artistici.

Dagli anni Sessanta il poeta Carlo Belloli, l’editore Vanni Scheiwiller e il collezionista Gaetano Fermani contribuirono alla rivalutazione della sua produzione.

Nel 1971 Scheiwiller pubblicò una monografia dedicata all’artista. Negli anni successivi alla sua morte furono organizzate importanti mostre personali e retrospettive.

Le sue opere furono presentate, tra le altre occasioni:

  • alla Galleria Civica di Modena nel 1979;
  • nella mostra L’altra metà dell’avanguardia a Palazzo Reale nel 1980;
  • alla Casa del Mantegna di Mantova nel 1990;
  • al Castello di Sartirana Lomellina nel 1991;
  • alla Biennale Arte di Venezia del 2022.

Oggi Regina è considerata una figura fondamentale per comprendere il contributo delle donne alle avanguardie italiane e lo sviluppo della scultura astratta nel Novecento.

La raccolta Regina Cassolo al Castello Sangiuliani di Mede

Dopo la morte di Regina, Luigi Bracchi donò alla città natale dell’artista un vasto insieme di opere.

La raccolta comunale comprende:

  • 52 sculture;
  • circa 500 disegni, tempere e collage;
  • studi preparatori;
  • opere figurative degli esordi;
  • sculture futuriste;
  • lavori astratti del dopoguerra;
  • documenti che aiutano a ricostruire il suo metodo di lavoro.
  • Sede: Castello Sangiuliani
  • Indirizzo: piazza della Repubblica 39, Mede
  • Telefono Biblioteca comunale: 0384 822217
  • E-mail: biblioteca@comune.mede.pv.it
  • Ingresso: gratuito secondo le informazioni pubblicate dal Comune

Poiché alcune opere possono essere concesse in prestito o trasferite temporaneamente in altri allestimenti, è consigliabile contattare la Biblioteca comunale prima della visita.

Informazioni sulla raccolta di Mede

Leggi anche la storia del Castello Sangiuliani di Mede.

“Regina. Sperimentatrice geniale” a Vigevano

Dal 26 febbraio 2026 il primo piano del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, all’interno del Castello Sforzesco di Vigevano, ospita un nuovo allestimento dedicato a Regina.

Il percorso,, ospita un nuovo allestimento dedicato a Regina intitolato “Regina. Sperimentatrice geniale”, presenta:

  • 41 sculture;
  • circa 65 disegni e collage;
  • opere futuriste in metallo;
  • sculture astratte;
  • studi legati alla natura;
  • lavori che documentano l’uso di materiali innovativi.

L’allestimento consente di seguire cronologicamente l’evoluzione dell’artista, dalle prime prove figurative fino alle strutture astratte e trasparenti della maturità.

  • Museo: Museo Archeologico Nazionale della Lomellina – MANLo
  • Sede: Castello Sforzesco di Vigevano
  • Indirizzo: piazza Ducale 20, Vigevano
  • Telefono: 0381 72940

Orari, aperture e modalità di ingresso possono cambiare: prima della visita controlla sempre la pagina ufficiale del museo.

Consulta il sito ufficiale del MANLo

Per organizzare una giornata nel territorio consulta anche la guida alla Lomellina tra risaie, castelli e borghi.

Domande frequenti

Chi era Regina Cassolo Bracchi?

Era una scultrice italiana nata a Mede nel 1894. Partecipò al Futurismo negli anni Trenta e aderì al Movimento Arte Concreta nel secondo dopoguerra.

Perché viene chiamata semplicemente Regina?

L’artista utilizzava frequentemente il solo nome Regina per firmare ed esporre le proprie opere, talvolta affiancandolo al cognome acquisito con il matrimonio.

Regina fu un’artista futurista?

Sì. Aderì al gruppo futurista nel 1933, firmò il Manifesto tecnico dell’Aeroplastica futurista nel 1934 e partecipò a quattro edizioni della Biennale di Venezia.

Quali materiali utilizzava?

Utilizzò marmo, gesso e bronzo, ma anche materiali innovativi come alluminio, latta, celluloide, plexiglas, fili metallici e collage.

Quali sono le sue opere più famose?

Tra le opere più note figurano La signora provinciale, Danzatrice, Sofà, L’amante dell’aviatore, Aerosensibilità, Il paese del cieco e Donne abissine.

Dove si possono vedere le opere di Regina?

Una vasta raccolta appartiene al Comune di Mede ed è legata al Museo Regina Cassolo del Castello Sangiuliani. Dal febbraio 2026 oltre cento opere sono esposte anche al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano.

Il museo di Mede è visitabile?

Il Comune indica la possibilità di visitare la raccolta presso il Castello Sangiuliani. È consigliabile telefonare alla Biblioteca comunale per verificare orari e opere effettivamente esposte.

Chi era Luigi Bracchi?

Luigi Bracchi era un pittore paesaggista e il marito di Regina. Dopo la morte dell’artista donò un’importante parte delle sue opere alla città di Mede.

Fonti e approfondimenti

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