San Francesco, amante degli animali

  • Paola Montonati

francesco animali 1Con la benedizione degli animali sul sagrato delle chiese della penisola ogni 4 ottobre si celebra il ricordo di San Francesco d'Assisi, patrono della natura e dell’Italia.

Francesco era ad Assisi nel 1181 ed era il figlio di un ricco mercante della cittadina umbra, nel 1202 partecipò come soldato alla guerra tra Assisi e Perugia. 

Nel 1205, mentre era in viaggio verso la Puglia con l’intenzione di partecipare alla crociata, cadde ammalato e rimase confinato a Spoleto, dove ebbe una visione che lo spinge a tornare ad Assisi per iniziare una vita sotto il segno della penitenza.

L’anno successivo, di fronte al padre che non aveva capito il suo cambiamento, si spogliò delle sue vesti davanti al Vescovo restituendole al padre.

Con un gruppo di discepoli, Francesco si recò a Roma da papa Innocenzo III per l’approvazione della regola dell’Ordine francescano, basata su tre semplici regole, fraternità, umiltà e povertà.

La parola di Francesco e il suo esempio portarono Chiara Scifi, figlia del nobile Favarone di Offreduccio e di Ortolana d'Assisi, a fondare l’ordine delle Clarisse

Francesco si dedicò in seguito a viaggiare di città in città per predicare l’amore e la fratellanza e il 17 settembre  1224 ricevette le stimmate sul monte della Verna, dove si era ritirato in penitenza e in preghiera per scrivere il suo capolavoro, il Cantico di Frate Sole o Cantico delle Creature.

Il santo morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226 nella Porziuncola, uno dei luoghi da lui più amati e fu sepolto nella Basilica d'Assisi.

Francesco divenne Santo solo  due anni dopo la sua morte, per volontà di Papa Gregorio IX e nel 1939 fu proclamato Patrono d’Italia da Papa Pio XII.

Attorno  a San  Francesco sono nate tante leggende relative a fatti realmente accaduti.

Una delle più note è la predica agli uccelli quando Francesco, mentre era in viaggio lungo la strada dal castello di Cannara a quello di Bevagna, nei pressi di Assisi, vide una moltitudine di uccelli sugli alberi e cominciò a predicare loro, che accorsero a migliaia per ascoltarlo, come si dice nei Fioretti di San Francesco “...et venne fra Cannaia et Bevagni. E passando oltre con quel fervore, levò gli occhi e vide alquanti arbori allato alla via, in su' quali era quasi infinita moltitudine d'uccelli. Ed entrò nel campo e cominciò a predicare alli uccelli ch'erano in terra; e subitamente quelli ch'erano in su gli arbori se ne vennono a lui insieme tutti quanti e stettono fermi, mentre che santo Francesco compié di predicare. Finalmente compiuta la predicazione, san Francesco fece loro il segno  della  croce e diè  lor o licenza di partirsi; e allora tutti quelli uccelli si levarono in aria con maravigliosi canti, e poi secondo la croce c'aveva fatta loro santo Francesco si divisoro in quattro parti e ciascuna schiera n'andava cantando maravigliosi canti”.

Ma Francesco ha ideato anche il presepe vivente: durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, con la nascita di Gesù, facendo una rappresentazione vivente di quell'evento e da allora, la tradizione si diffuse nel resto d'Italia e in tutto il mondo occidentale cristiano, non solo cattolico, ma anche da fedeli di altre Chiese.

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