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La Madonna della palla a Pavia

madonna-della-pallaIl nostro passaggio in questa terra lascia tracce. Più o meno visibili. Più o meno durature.

E’ questo quello che mi ritrovo a pensare quando, camminando lungo via Lanfranco a Pavia, arrivo al numero 5.

E che c’è di tanto speciale al numero 5? “Niente” qualcuno - molto superficialmente - potrebbe dire. “Una palla di cannone incastrata in una casa” invece dico io! O meglio: la Madonna della palla!

“E dov’è questa Madonna?” qualcun altro potrebbe chiedere. La Madonna, la Madonna… beh, diciamo che forse se ne è andata in quell’estate del 1988. Chi ha qualche anno in più di me, pure se lo ricorda quel violento nubifragio di fine agosto che seminò il panico a Pavia, lasciando la città a contare i danni il giorno dopo. Ma prima dell’irreparabile fatto, guardando le pareti di quella casa, potevi ancora scorgere la figura femminile della Vergine e quella palla di cannone incastrata tra il suo petto e la testa del Bambino.

Per capire da dove sia sbucato questo reperto bellico dobbiamo fare un saltino indietro nel tempo, giusto di qualche secolo, e fermarci in quel lontano 1655, in pieno assedio di Pavia!

Molto probabilmente, infatti, esso fu sparato da uno dei cannoni delle truppe francesi che erano stanziate ipoteticamente nella zona dell’attuale stazione ferroviaria.

A distanza di anni i cittadini, memori dell’incredibile vittoria riportata, vollero erigere un’edicola decorata con putti e teste di angeli per evidenziare la sacra rappresentazione e la palla ancora incastonata in essa.

Inoltre, poco più in basso, fecero apporre una scritta, la quale così recitava:

"SUB TUUM PRAESIDIO PROGENTE
REGINA MUNDI SECURI DE INIMICIS NOSTRIS
TRIUMPHUM  REPORTABIMUS

1655 DIE X 7MBRIS HUIUS CIVITATE GALLORUM

OBSIDIONIS VERO QUADRAGESIMA NONA"


che per chi mastica poco il latino fa più o meno così:

"SOTTO LA TUA PROTEZIONE,
O REGINA DEL PACIFICO MONDO,
RIPORTAMMO LA VITTORIA SUI NOSTRI NEMICI

IL GIORNO 10 DI SETTEMBRE 1655 – NEL 49° ANNIVERSARIO

DALLA FINE DELL’ASSEDIO DEI GALLI  A QUESTA CITTA’"

E così, ecco svelato un altro “piccolo segreto” custodito tra le mura della nostra cara e vecchia Pavia, città in cui passato e presente si fondono in continuazione, città parlante, città che non smette mai di raccontare.

Basta solo… saperla ascoltare.

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