L’Erbario di Fulgenzio Vitman

  • Paola Montonati

erbario 1Presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia si trova un volume rilegato della fine del Settecento che rappresenta un vero tesoro per la storia dell’erboristeria antica e moderna.

Infatti nell’Erbario di Fulgenzio Vitman sono state classificate ben 1.450 piante, di cui molte oggi rarissime oppure andate perdute per sempre, mentre 315 sono state censite presso l’Erbario del Museo Civico di Storia Naturale di Verona.

La storia del creatore di questo straordinario documento è davvero unica e singolare, oltre ad essere legata a doppio filo con l’Orto Botanico di Pavia.

Abate arrivato a Pavia dalla congregazione valleomborsana, Vitman, nato nel 1728, era molto amico dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che gli affidò nel 1773 l’incarico di direttore dell’Orto Botanico di Pavia, fondato da poco tempo.

Dopo aver arricchito il complesso di una fitta rete di serre e aver ricevuto in dono molte piante rare ed esotiche, il giovane abate venne promosso a primo direttore dell’Orto Botanico di Brera, istituito nel 1774.

Contemporaneamente ai suoi molti impegni di direttore, Vitman lavorò per tutta la vita al suo piccolo erbario personale, che alla sua morte, avvenuta a Milano nel 1806, comprendeva ben 6.000 piante.

Il pregio maggiore dell’erbario sono i campioni, formati da una parte secca integrata da disegni ad acquarello su organi difficili da essiccare oppure, che a causa dell’essicazione, avevano avuto alterazioni di forme e colori.

Nel 1785 Vitman vendette gran parte della sua collezione, costituita da 40 pacchi sui 60 raccolti, al governo austriaco, per far fronte alle sue difficoltà finanziarie, e questa venne subito destinata all’Università di Pavia, grazie anche a Giovanni Antonio Scopoli, professore di Botanica e Chimica e amico dell’abate. 

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