L'arte è emozione: Giovanni Segantini Le due madri

  • Paola Montonati

due madri 1Tema del quadro è la maternità, che il pittore rilegge nell’immagine simbolica di una mucca alla mangiatoia con accanto il suo vitellino addormentato sullo strame e una giovane contadina che tiene in grembo il suo bimbo, nella luce fioca della stalla.

Segantini ha raffigurato il parallelismo tra una maternità umana e una maternità animale.

La luce arriva da una rustica lampada a olio, appesa al soffitto, il cui vetro, ricoperto da un foglio di carta che ne vela il bagliore, sfiora il bimbo addormentato, le fasce che lo avvolgono, il viso e le mani della madre assonnata, fino ai fianchi e le mammelle dell’animale che si nutre alla mangiatoia.

In quegli anni Segantini lavorava a una serie di composizioni dedicata agli interni, ma in questo caso cercava una soluzione più articolata e cromaticamente più sviluppata, per creare effetti di luce artificiale con una nuova forza coloristica.

Alla mostra della Triennale di Brera del 1891 Le due madri ebbe un buon successo grazie all’analogia, abbastanza evidente, della nuova tecnica come rappresentazione del divisionismo naturalistico contro un simbolismo idealizzante.

Il dipinto faceva parte della collezione Grubicy, che lo prestò per anni al Museo Segantini a Saint-Moritz, poi venne venduto a Benzoni e oggi fa parte delle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Del quadro esiste anche una copia visibile al Museo Segantini di Saint-Moritz, realizzata da Gottardo, figlio di Segantini.

L’autore

due madri 2Giovanni Segantini nacque ad Arco nei pressi di Trento il 15 gennaio del 1858 e visse un’infanzia drammatica, a causa della pessima situazione economica della famiglia e della morte della madre.

Dopo essere cresciuto prima a Milano dalla sorellastra Irene e poi nel riformatorio Marchiondi, nel 1873 il ragazzo venne affidato al fratellastro Napoleone che viveva a Borgo Valsugana lavorando come fotografo.

Tra il 1874 e il 1875 Giovanni s’iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di Brera, oltre a lavorare nella bottega del decoratore Luigi Tettamanzi e a insegnare disegno nel Marchiondi.

Le prime opere di Segantini vengono influenzate dal linguaggio verista lombardo, allora molto diffuso nell’ambito accademico.

Durante la mostra nazionale di Brera del 1879 Giovanni venne apprezzato dalla critica ufficiale, inoltre conobbe Vittore Grubicy con cui iniziò un lungo rapporto d’amicizia e di attività artistica.

Nel 1880 il pittore sposò Bice Bugatti e si trasferì a Pusiano in Brianza, per poi nel 1882 andare a vivere a Carella, un altro paese brianzese.

I lavori di Segantini degli anni in Brianza avevano lo scopo di superare l’impostazione accademica della sua formazione, per passare a una tecnica più legata al divisionismo.

Nel 1886 il pittore si trasferì a Savognino e cominciò il progressivo sviluppo della tecnica divisionista, prima con esperimenti e poi con un’adesione completa, che lo condusse all’ambito traguardo dell’Italian Exhibition di Londra nel 1888.

Verso il 1889 Segantini lavorò alle prime opere a tema simbolico, che via via furono delle vere e proprie allegorie, sempre più ispirate alla pittura nordica.

Nel 1894 Giovanni lasciò Savognino per andare a vivere in una baita tra i monti dell’Engandina, allo scopo di sviluppare il suo nuovo rapporto con la spiritualità.

Il 28 settembre del 1899 Segantini morì per un attacco di peritonite acuta, come conseguenza dello stato di profondo isolamento in cui ormai viveva da anni tra i monti. 

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