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L'arte è emozione: Giacomo Balla Mercurio che passa davanti al Sole

  • Paola Montonati

balla mercurio sole 1Oggi esposto a Vienna al Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwing, il dipinto Mercurio che passa davanti al Sole si presenta come un’opera astratta composta da varie forme geometriche.

Il dipinto raffigura un fenomeno astronomico che accadde il 7 novembre 1914, poco dopo mezzogiorno, cioè il passaggio di Mercurio davanti al Sole, fenomeno rarissimo, che si verifica poche volte in un secolo.

Come quasi tutte le opere degli anni futuristi, partendo dal 1912, Balla riproduce il movimento scomponendolo in stadi successivi.

Il dipinto vede un andamento a spirale che si sovrappone ad altre forme, tutte segnate da differenze cromatiche, creando un effetto di dinamismo.

Mentre i colori si frammettano, come se si vedessero attraverso il vetro di un cannocchiale, la luce viene sparsa su quasi tutta la composizione, mentre l’ombra è definita solo alla base della composizione e il peso dell’insieme è collocato in alto, verso sinistra.

L’autore

balla mercurio 3Nato a Torino il 18 luglio 1871, Giacomo Balla era figlio di un fotografo dilettante e fin da piccolo amava disegnare e studiare il violino.

Dopo aver lavorato in uno studio di litografia, seguito un corso serale di disegno e frequentato per alcuni mesi l’Accademia Albertina, Balla iniziò a sviluppare uno stile artistico divisionista, combinato con lo spirito positivista di quegli anni.

Tra il 1902 e il 1905 il pittore conobbe Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi e altri giovani pittori, tutti legati al mondo del futurismo.

Interessato al movimento, Balla cominciò a fare delle ricerche sul dinamismo e nel 1910 fu tra i firmatari del Manifesto dei pittori futuristi e del Manifesto tecnico della pittura futurista. 

Dopo aver lavorato per alcuni anni in Francia, nel 1915 il pittore tornò in Italia e, con Fortunato Depero, lavorò al manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, sulla poetica futurista in vari campi della vita, oltre a produrre una serie di costruzioni, del tutto non figurative, come complessi plastici, di cartone, lamiera, seta e altri materiali di uso comune.

Alla fine della prima guerra mondiale, Balla aderì al secondo futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e fu tra i firmatari del manifesto L’aeropittura. Manifesto futurista del 1931, oltre a prendere parte alla prima mostra di Aeropittura Futurista, anche se si stava avvicinando nuovamente alla Pittura Figurativa. 

Nel corso degli anni Trenta il pittore lasciò del tutto il futurismo per ritornare a un Realismo naturalistico, ormai certo che l’arte doveva avere un realismo assoluto, senza il quale si cadeva in forme ornamentali e decorative. 

Anche se negli anni Cinquanta le sue opere futuriste vennero molto apprezzate dai giovani pittori astratti del gruppo Origine, che allestirono una mostra dei suoi lavori nel 1951, Giacomo Balla rimase fedele alle sue nuove idee fino alla morte, che avvenne a Roma il 1 marzo 1958.

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