L'arte è emozione: Caravaggio Canestra di frutta

  • Paola Montonati

caravaggio canestra frutta 1Il dipinto venne realizzato da Caravaggio nel 1600, su committenza del cardinale Francesco Maria Del Monte per regalarlo al cardinale Federico Borromeo di Milano e ancora oggi è visibile alla biblioteca Ambrosiana di Milano, fondata dello stesso Borromeo.

Del Monte e Borromeo erano amici e condividevano la passione per la pittura e l'interesse per le scienze, e secondo i documenti, la Canestra appartenne al cardinale fin dal 1607.

La Canestra di Caravaggio è un capolavoro fondamentale nel genere della natura morta e apre una fase nuova, moderna della pittura, grazie al forte naturalismo, la pienezza delle forme, i colori e la luce così "veri" che riescono a far sentire il profumo dei frutti ritratti, avvolti da una luminosità e un'energia positiva.

Ma la Canestra di Caravaggio non è solo quello che sembra, ma è anche un'allegoria, che allude al tema religioso della Vanitas. 

L'accezione religiosa di questa natura morta è evidenziata soprattutto dall'uso che Caravaggio fa della luce, dal colore caldo e dorato, che crea magnifici effetti di riflessi, trasparenze e bagliori, oltre a pervadere interamente lo spazio, come allusione alla presenza di Dio e alla salvezza nella vita eterna.

Anche i frutti non sono scelti a caso, infatti, sono dei simboli riferiti a testi sacri come il Cantico dei Cantici e ad altre fonti di carattere religioso, filosofico e scientifico, conosciute sia da Del Monte che dal Borromeo.


L’autore

caravaggio canestra frutta 2Michelangelo Merisi nacque il 29 settembre 1571 a Milano e venne soprannominato Caravaggio dalla cittadina in provincia di Bergamo dove trascorse l'infanzia. 

Il suo apprendistato avvenne a Milano nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, che gli insegnò il naturalismo e l'attenzione al dato reale. 

Nel 1592 il pittore si trasferì a Roma e lavorò per alcuni mesi presso la bottega del Cavalier d'Arpino dipingendo nature morte di fiori e frutta, poi nel 1595 venne accolto nella casa del cardinale Francesco Maria Del Monte, suo primo importante mecenate.

In quegli anni Caravaggio lavorò a I Bari, Riposo durante la fuga in Egitto, Bacco e la Maddalena penitente.

Grazie al suo protettore, il pittore conobbe le più importanti famiglie romane e il 23 luglio 1599 ricevette la sua prima commissione pubblica, la Vocazione e il Martirio di san Matteo per la cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi, cui seguirono la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo e, nel 1602, la fine del ciclo della cappella Contarelli con San Matteo e l'angelo. 

Nei primi anni del Seicento Caravaggio lavorò al Sacrificio di Isacco e la Madonna dei pellegrini e a Genova nel 1605 dipinse l’Ecce Homo. 

Il 26 maggio 1606, dopo aver ucciso in una rissa Ranuccio Tomassoni da Terni, il pittore si rifugiò a Napoli dove lasciò le Sette opere di Misericordia e la Madonna del rosario. 
L'anno successivo arrivò a Malta dove lavorò all'enorme tela della Decollazione del Battista, sua unica opera firmata, per poi fuggire tra Messina, Palermo e Napoli, dove completò la Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei pastori.

Nel 1610, sperando di avere la grazia papale, Caravaggio decise di tornare a Roma via mare, ma, arrivato a Porto Ercole, morì di febbre sulla spiaggia.

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