Il lungo frinire delle cicale

  • Paola Montonati

310715182440cicalaLa cicala, con il suo canto, da sempre vista come il simbolo dell’arrivo della stagione della gioia e della vita, fa da colonna sonora a una lunga serie di giornate estive.

In realtà il canto delle cicale è il richiamo sessuale delle femmine che, dopo 24 ore dall’accoppiamento depongono le uova dalle quali escono le larve che passeranno diversi anni interrate, al punto che alcune specie arrivano a rimanere interrate anche per 17 anni.

Quando le larve raggiungono la maturità, ancor prive di ali, escono in superficie e si adagiano sugli alberi per effettuare la muta, e dopo poche ore prendono il volo, sempre al suono del loro canto.

La cicala spesso nelle mitologie antiche rappresenta l’immortalità, probabilmente dovuta al suo canto ininterrotto e così regolare.

Una nota leggenda greca narra che Eos, dea dell’aurora, s’innamorò del mortale e bellissimo Titone, figlio del re Laomedonte e fratello maggiore del re Priamo di Troia.

Eos rapì il suo innamorato e chiese a Zeus di renderlo immortale, richiesta che il padre degli dei soddisfò subito.

Dall’amore di Eos e Titone nacquero due figli, di cui uno fu ucciso da Achille durante l’assedio di Troia.

Ma Zeus donò l’immortalità a Titone e non l’eterna giovinezza, così negli anni il principe continuò a invecchiare, mentre Eos si manteneva giovane.

Il corpo di Titone prima si indebolì, poi si rattrappì sempre più nella pelle grinzosa, diventando sempre più simile a un neonato, ma la vita non lo abbandonava e anche il desiderio di viverla e di cantarne le lodi.

Alla fine gli dei ebbero pena per Titone e consentirono a Eos di trasformarlo in una cicala, che divenne l’amica eterna dei poeti e delle Muse e simbolo della bellezza per gli antichi Greci.

Da allora la cicala canta durante il giorno quando il sole è alto nel cielo e le temperature sono calde, ma mai si sente cantare una cicala di notte o nelle stagioni fredde, concetto che simboleggia l’immortalità e la fragilità dell’anima.

In Cina s’inseriva una cicala di giada nella bocca dei defunti come simbolo dell’immortalità dell’anima.

Con il passar del tempo la cicala è diventata il simbolo della bellezza, del canto, dell’immortalità e dell’ispirazione ma anche dell’ozio e della spensieratezza.

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