Grandi marchi italiani: Ferrero Un dolce incanto nazionale

  • Paola Montonati

ferrero 1La storia della Ferrero iniziò nel 1946 quando l’astigiano Pietro Ferrero, dopo aver lavorato a lungo nel settore dolciario, trovò gli ingredienti della pasta gianduja, un dolce dove il cacao è in buona parte sostituito dalle nocciole e il burro di cacao dal burro di cocco.

Dopo aver fondato, come ditta individuale, la Ferrero, Pietro inizio la produzione del Giandujot, una pasta al gusto di nocciola spalmabile e in grado di essere tagliata a fette, che ebbe un immediato successo, passando da circa 1.000 quintali al mese alla fine del 1946 a 5.800 nell’ottobre 1950.

Mentre il mercato si allargava dall’Albese all’Italia nord occidentale, nel marzo 1949 morì Pietro Ferrero, il fondatore dell’azienda, e dal 1950 la Ferrero venne guidata dalla moglie Piera Cillario, dal fratello Giovanni Ferrero e dal figlio Michele Ferrero.

Gli anni Cinquanta furono un periodo di grande espansione per l’azienda, che basò la propria crescita non solo sul progressivo allargamento del mercato nazionale, ma anche sulle correnti di esportazione all’estero, che la portarono in pochi anni a diventare un’impresa multinazionale.

Alla produzione del Giandujot si affiancarono altri prodotti, come la Supercrema del 1949, antenata della Nutella, nel dicembre 1951 il Sultanino, uno snack al cioccolato, nel luglio 1953 uscì il Cremablock, un cioccolatino con un ripieno di nocciola di piccole dimensioni e nel 1954 la Cremalba, un dolce fatto di latte in polvere, burro di cocco, uova in polvere e zucchero.

Nel corso del decennio, allo stabilimento di Alba si aggiunsero nel 1958 quello di Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano, per i prodotti da forno e degli sciroppi e nel 1960 quello di Lauro di Nola, in provincia di Avellino, per la lavorazione delle nocciole.

Durante gli anni Cinquanta Giovanni Ferrero usò il meccanismo della tentata vendita, molto adatto in un mercato ampio come quello nazionale, che vede la Ferrero saltare i grossisti e rivolgersi direttamente ai negozianti.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta la Ferrero stabilì un’unità produttiva in Germania, ad Allensdorf, a meno di 150 chilometri da Francoforte, dove dal 1957 venne avviata la produzione di Ferrero Mon Cherì, che ottiene un immediato e strepitoso successo.

ferrero 2Nell’ottobre del 1957 morì Michele Ferrero, che aveva affiancato Piera Cillario e il nipote Michele nella conduzione dell’impresa occupandosi del lato commerciale.

La Ferrero nel 1962 divenne una società per azioni, con il capitale sociale di 6 miliardi, la sede legale ad Alba e direzione generale a Torino, con Piera Cillario Ferrero che assunse  la carica di presidente del consiglio di amministrazione e il figlio Michele quella di amministratore delegato;

Nel 1964 debuttò la Nutella, la dolce crema alla nocciola da spalmare che è “non è una semplice crema da spalmare ma rappresenta una fetta della nostra vita e del nostro immaginario”.

Nella seconda metà degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, l’azienda cominciò un articolato processo di differenziazione correlata della produzione, non più solo con il cioccolato, ma anche ai prodotti da forno, alle caramelle, ai prelavorati e semilavorati, alle bevande, tra cui nel 1968 Kinder cioccolato, l’anno dopo le caramelle Tic Tac e nel 1972 l’Estathè, la dolce bevanda estiva al sapore di tè al limone.

Nel 1974 fu creata la Kinder division, una nuova linea di prodotti alimentari per ragazzi e nel 1980 morì Piera Cillario Ferrero, il presidente del Consiglio di Amministrazione della Ferrero.

Oggi, dopo la scomparsa nel 2011 di Pietro Ferrero e nel 2015 di Michele Ferrero, l’azienda continua a produrre dolci per grandi e piccini, sempre rimanendo fedele alle idee del suo fondatore Pietro.

Ferrero è riuscita a vendere uova di cioccolato tutto l’anno, il tè nel bicchiere e ha inventato la Nutella, qualcosa di unico e irrinunciabile. 

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