Gli Antoniani a Pavia

  • Paola Montonati

antoniani pavia 1Pochi sanno che i Canonici regolari di Sant'Antonio di Vienne, un ordine ospedaliero e monastico - militare medievale ispirato al culto di Sant’Antonio Abate, hanno avuto una lunga e interessante storia legata a doppio filo con quella di Pavia dal Medioevo fino all’età napoleonica.

L'Ordine all’inizio era composto d’infermieri e frati laici con superiori religiosi i Monaci Benedettini, una situazione che provocò molti scontri e discussioni ma che non impedì comunque all'Ordine di espandersi rapidamente in tutta Europa e non solo.

I membri dell’ordine, detti anche Cavalieri del fuoco sacro, si dedicavano alle cure degli ammalati di herpes o fuoco di Sant'Antonio, che allora cercavano un po’ di grazia e conforto presso i santuari di Sant'Antonio Abate.

Per affrontare la malattia, i cavalieri allevavano un gran numero di maiali, il cui lardo era usato nei massaggi per alleviare i dolori dell’herpes e far guarire le cancrene.

Inoltre i membri dell’ordine erano anche chiamati Cavalieri del tau, a causa della loro divisa, formata da una veste e da un manto neri, con una croce di tre braccia di colore azzurro, cucita sopra il cuore.

In Italia i primi ospedali dell’ordine vennero costruiti sulla via Francigena allo scopo di soccorrere i pellegrini di passaggio nel lungo viaggio verso Roma e gli altri santuari italiani e stranieri.

A Pavia gli Antoniani trovarono una sede presso la zona al di fuori di porta San Vito, oggi porta Milano.

Nel 1360 l’ordine venne cacciato da Galeazzo II Visconti, che aveva deciso di usare quel quartiere per terminare la costruzione del Castello Visconteo e del suo parco.

Solo nel 1376, grazie al sostegno economico dei Visconti, gli Antoniani arrivarono in Borgo Ticino, dove costruirono una chiesa con ospedale per il ricovero dei pellegrini e nel 1383, entrarono in possesso dell’adiacente ospedale di Santa Maria in Betlem, allora Santa Caterina da una cappella annessa all’edificio.

A conferma dell’importanza che gli Antoniani del Borgo avevano ottenuto nella seconda metà del Quattrocento, è da ricordare che quando morì a Pavia Antonio Visconti, figlio naturale di Gian Galeazzo, venne sepolto nella Chiesa di Sant’Antonio.

In seguito la chiesa divenne Precettoria, e poi Commenda, seguendo un contratto medievale in cui da una parte s’investiva il proprio lavoro e dall'altra il capitale, con la clausola di riconoscere l’autorità del Vescovo locale, in questo caso quello di Pavia, e di rendergli un omaggio annuo.

L’ultimo Precettore degli Antoniani a Pavia fu Lodovico Taverna, vescovo di Lodi, alla fine del XV secolo, quando l’ospedale era ridotto a soli cinque letti.

L’Ordine degli Antoniani, alla fine del Seicento venne soppresso e nel 1776 una bolla di Papa Pio VI costrinse i monaci Antoniani superstiti a passare all’Ordine di San Giovanni, dei Cavalieri di Malta.

La chiesa pavese di Sant’Antonio, in Borgo Ticino, fu ricostruita nel XVII secolo dai Gesuiti di San Girolamo e, sotto Napoleone, fu alienata nel 1808 e abbattuta pochi anni dopo, ma alcuni dei suoi resti si trovano in via dei Mille.

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