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Emilio Gennari stradellino in Russia

  • Paola Montonati

 

gennari 1Un’altra storia che ci parla di un pavese che attraversò il periodo fascista, emigrò pieno di speranze in Unione Sovietica, per poi finirne a sua volta vittima.

Sesto figlio di una coppia di contadini di Stradella, Emilio Gennari nacque il 30 dicembre del 1902.

La sua famiglia,  composta da una sorella e cinque fratelli, viveva in una cascina al numero 17 di Casale Badia, nelle vicinanze della ferrovia locale.

Nel 1910, a causa di difficoltà economiche, la famiglia dovette trasferirsi a Milano, dove andò a vivere in un caseggiato nel quartiere Gamboloita,  tra Porta Romana e Rogoredo.

Fu proprio lì che, tra il 1918 e il 1921, il giovane Emilio iniziò ad interessarsi ai nascenti movimenti politici legati al comunismo, iscrivendosi prima alla Gioventù Socialista e successivamente al Pcd’I.

Tutto questo naturalmente portò le autorità fascista ad interessarsi a Gennari e alla sua famiglia, tanto che il ragazzo venne arrestato più volte fino al 1927 con l’accusa di essere  sovversivo e pericoloso criminale.

Dopo aver capito che la situazione in Italia era ormai diventata difficile, Emilio decise di fuggire in Francia, dove, con il falso nome di Andrè Charlot Piro, non solo trovò  lavoro come operaio presso una azienda metallurgica di Lione, ma continuò a mantenere i contatti con i compagni di partito rimasti a Milano.

Nel frattempo uno dei Tribunali Speciali fascisti schedò Gennari, con il fratello Angelo, tra i ricercati politici più pericolosi in assoluto.

Appresa la notizia, Emilio decise di dare una svolta decisiva alla sua vita e agli inizi del 1930 arrivò come emigrato politico in Russia, dove si iscrisse ad una delle scuole di partito per poi diventare un membro del Comintern, il servizio segreto fondato da Stalin con lo scopo di smascherare tutti i potenziali nemici dell’Unione Sovietica.

Intanto nel periodo 1933 – 34 Gennari lavorò come operaio tornitore presso la Kujbysev e poi divenne lo specialista tecnologico alla Kalibr.

Finalmente nel 1936, sei anni dopo il suo arrivo in Russia, Emilio divenne un cittadino sovietico a tutti gli effetti.

gennari 2Ma alcuni suoi atteggiamenti apertamente antisovietici iniziarono ad insospettire i suoi colleghi dei servizi segreti, tanto che i dirigenti del Pci che lavoravano presso il Comintern avviarono un indagine nei suoi confronti.

Ormai il destino di Emilio era segnato; il 20 marzo del 1938 venne arrestato dalla Unkvd con l’accusa di essere un doppiogiochista e venne incarcerato presso la prigione della Taganka.

L’8 giugno di quello stesso anno, dopo un processo presso la commissione speciale della polizia segreta, Gennari venne condannato ad otto anni di lavori forzati per spionaggio.

Dopo essere stato inviato presso due lager nel cuore della Siberia, Emilio morì il 25 gennaio del 1944, a soli 41 anni, con il fisico logorato per le torture subite.

Solo il 18 agosto del 1956, dopo un lungo iter giudiziario, la sua famiglia ebbe la soddisfazione di vedere il nome di Emilio del tutto riabilitato dalle ingiuste accuse. 

 

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