Domenico Savio, un modello per i ragazzi

  • Paola Montonati

san domenico savio 2Migliore allievo dell’Oratorio di Don Bosco, il giovane Domenico Savio nella sua breve vita seppe aiutare numerosi coetanei, diventando il simbolo dei Salesiani. 

Domenico Savio nacque il 2 aprile 1842San Giovanni, una piccola frazione di Riva presso Chieri, vicino Torino, secondo di dieci fratelli.

Un anno dopo la nascita di Domenico la famiglia si trasferì a Morialdo, una frazione di Castelnuovo d'Asti, dove il ragazzino fin da subito manifestò una grande devozione religiosa, giurando di avere come amici Gesù e Maria.

Nel 1853 Domenico conobbe Don Bosco che, colpito dalle sue virtù, lo portò con sé nell'oratorio di Valdocco a Torino.

Domenico aveva dodici anni e all'oratorio imparò il significato della santità, scelse come confessore Don Bosco e decise fare una confessione generale, confessando i suoi peccati prima una volta ogni quindici giorni e poi settimanalmente.

Durante la permanenza a Valdocco mostrò sempre di più le proprie doti, già note nel famoso episodio che lo vide accollarsi la responsabilità di una marachella, quando a scuola i ragazzi della sua classe riempirono la stufa di sassi e neve e una volta che il maestro chiese il nome del responsabile questi indicarono Domenico che, nonostante fosse innocente, si prese la responsabilità dell'accaduto.

Durante il periodo di permanenza nell'oratorio di Don Bosco il principale scopo di Domenico era condurre alla religione quanti ne erano distanti così. dopo la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione nel 1854, decise di fare qualcosa per onorare la Madonna.

Con i suoi amici il giovane Savio fondò la Compagnia dell'Immacolata, per esercitare pratiche di pietà e carità in nome di Maria e confessarsi spesso.

Allo scoppio del colera, nell'estate del 1856, Don Bosco radunò i suoi giovani perché aiutassero gli ammalati e tra questi c'era Domenico Savio.

Purtroppo il ragazzo finì per restare vittima della malattia, e morì nella casa della sua famiglia a Mondonio il 9 marzo 1857.

Don Bosco negli anni successivi scrisse la vita del suo migliore allievo, e Domenico fu dichiarato eroe delle virtù cristiane nel 1933, poi fu beatificato da Pio X il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, considerato protettore dei chierichetti e delle gestanti.

I suoi resti oggi sono sepolti nella chiesa di Maria Ausiliatrice a Torino e la sua memoria cade il 6 maggio.

 

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