Carlo Dossi, uno scapigliato tra Pavia e Corbetta

  • Paola Montonati

carlo dossiCarlo Alberto Pisani Dossi non fu solo l’erede di una delle famiglie più note e stimate della provincia pavese, ma ebbe anche un ruolo fondamentale nella storia della letteratura italiana…

Dossi nacque il 27 marzo 1849 a Zenevredo, un piccolo paese in provincia di Pavia dove la nobile famiglia dei Pisani-Dossi possedeva delle proprietà da generazioni.

Partecipò giovanissimo al movimento della Scapigliatura milanese, scrivendo articoli sui periodici locali in un clima vivace come quello della Milano del secondo Ottocento.

Le sue opere principali, che vanno oltre le convenzioni, vennero scritte tra il 1868 e il 1887 come L'altrieri. Nero su bianco (1868)Vita di Alberto Pisani (1870) che partono dal dato autobiografico per sconvolgerlo con innesti romanzeschi e meta-letterari.

La colonia felice (1874) romanzo utopista-allegorico nello stile dell'epoca, riscosse grande successo editoriale, anche se Dossi in seguito sconfessò le idee filantropiche esposte nella storia.

Invece Ritratti umani, dal calamajo di un mèdico (1874), Ritratti umani. Campionario (1885) e soprattutto La desinenza in A (1878-1884) descrivono con umorismo e inventiva la società aristocratica dell'età umbertina.

Collaboratore di Francesco Crispi, Dossi divenne nel 1870 Console a Bogotá, poi Ministro Plenipotenziario ad Atene e, negli ultimi anni di vita, Governatore dell’Eritrea.

In seguito alla caduta del governo Crispi nel 1896, abbandonò la carriera diplomatica e si ritirò in una villa di Corbetta, ereditata dallo zio della moglie, il Commendatore Francesco Mussi, per coltivare la sua passione per l’archeologia, continuata poi dal figlio Franco.

Grazie ai reperti trovati ad Atene e a Roma, oltre a materiale precolombiano e a oggetti trovati nelle zone di Corbetta, Albairate, Santo Stefano Ticino, Sedriano e lungo le sponde del Ticino, lo scrittore progettò il Museo Pisani Dossi collocato nella sua casa di Corbetta, oltre ad una serie di reperti che vennero inviati al museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano dopo la sua morte.

Fece anche parte del Consiglio Comunale di Corbetta dal 1902 al 1910 con Luigi Cajo, al possidente Andrea Marzorati, a Carlo Zari, all’insegnante Giuseppe Meroni, al macellaio Angelo Marcora e al farmacista Francesco Colli Vignarelli e fu un caro amico del pittore Tranquillo Cremona, che dipinse un suo ritratto, oggi conservato nella villa di Corbetta, e negli ultimi anni frequentò il Cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst.

Carlo Dossi morì il 17 novembre 1910 a Cardina, in provincia di Como, in una grandiosa villa da lui fatta erigere su uno sperone di roccia con un magnifico panorama sul lago, oggi nota con il nome di Dosso.

La sua tomba si trova nella cappella di famiglia, da lui fatta costruire dall'Architetto Perrone, nel cimitero di Corbetta.

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