Raccontare la Pasqua: l'uovo

  • Paola Montonati

441464949 92a5771017 bPrima di essere il simbolo della Pasqua, l’uovo per le culture antiche era il portatore della vita e della rinascita, poi rivisitato nel mondo cristiano alla luce delle Nuove Scritture e infine diventato goloso con l’uovo di cioccolato.

In alcune culture Terra e Cielo, unendosi, portavano alla nascita di un uovo, simbolo di vita e per gli antichi Egizi l'uovo era l'origine di tutto e il fulcro di aria, acqua, terra e fuoco.

E, poiché in Primavera la natura risorge, i Persiani amavano regalare in questo periodo proprio delle uova, simbolo di nuova vita.

Il cristianesimo unì queste tradizioni e le reinterpretò come il simbolo che coglieva più di tutto il significato del miracolo della Resurrezione di Cristo.

Le origini dell’uovo di cioccolato sono legate al Re Sole, Luigi XIV che per primo, all’inizio del Settecento, fece realizzare un uovo al cacao al suo chocolatier di corte.

Ma l’'usanza di regalare le uova a Pasqua è più antica e si perde nel Medioevo, nel cuore della Germania, dove tra la gente comune era abitudine distribuire uova bollite, avvolte in foglie e fiori in modo che si colorassero naturalmente.

Tra i nobili e gli aristocratici invece si diffuse con gli anni l'abitudine di fabbricarne una serie di uova di argento, platino o oro, decorate.

Questa tradizione arrivò fino al XIX secolo e nella Russia degli zar l'arte della fabbricazione di questi tesori raggiunse vette ineguagliabili grazie all'orafo di corte Peter Carl Fabergé (1846-1920), incaricato dallo zar Alessandro III di preparare per la zarina grandi e sontuose uova decorate, con il primo uovo realizzato che era in platino e smaltato di bianco e al suo interno conteneva un altro uovo in oro, che conteneva due doni, una riproduzione della corona imperiale e un pulcino dorato.

La produzione di Fabergé fu importante e si interruppe solo nel 1918 quando la Casa Fabergé fu nazionalizzata dai bolscevichi, al punto che l'orafo non si riprese mai dallo shock della Rivoluzione e morì due anni dopo.

Se oggi nell'uovo di Pasqua troviamo una sorpresa pare proprio che sia tutto merito di Fabergé, ma si dice che già nel Settecento a Torino c'era l'usanza di inserire un piccolo dono nelle uova di cioccolato, così potrebbero essere stati i Piemontesi, maestri nell'arte del cioccolato, i primi a lanciare la moda delle uova pasquali con sorpresa.

 

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