Luigi Guiccardi, un prefetto pavese in trincea

  • Paola Montonati

prefetto paviaDalla Valtellina a Pavia, Luigi Guicciardi, discendente di una nobile famiglia, ebbe una vita breve ma intensa, che terminò durante la prima guerra mondiale…

La famiglia Guicciardi, una delle più antiche della Valtellina, discendeva dai francesi Guichard che giunsero in Italia con Carlo Magno nel 773, poi diede origine a diversi rami che si sono sparsi in varie città toscane e in Francia, dove un Guicciardo fu vescovo di Troyes nel 1304.

Tra i personaggi più importanti appartenenti alla famiglia vi furono Andrea, rettore dell'Università di Pavia (1498), Giovanni Maria, capitano che prese parte alla battaglia dei Valtellinesi contro i Grigioni (1620), Giovanni, nipote di Giovanni Maria, che ricoprì la carica di luogotenente generale del Governo della Valtellina, ed Enrico Guicciardi, esponente del ramo denominato Guicciardi Azzola, che fu sindaco di Ponte in Valtellina, prefetto a Cosenza, Palermo e Mantova e senatore del Regno nel XIX secolo.

Nato nel 1856, Luigi aveva militato nei Bersaglieri per 13 anni, congedandosi con il grado di Tenente, poi aveva intrapreso la carriera amministrativa arrivando a essere Prefetto di Ferrara, Rovigo e Pavia.

A Pavia nel 1913 gli studenti scesero in piazza per manifestare contro la decisione di Vienna che negava a Trieste l’Università italiana, vi furono scontri e incidenti e il Prefetto ebbe un atteggiamento che fu ritenuto favorevole ai manifestanti anti-asburgici.

Così Guicciardi, licenziato dal sindaco di Pavia, ritornò in Valtellina dove per qualche mese nel 1915 assunse la carica di Presidente della Banca Popolare di Sondrio.

Ma il 18 giugno 1915, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra, Guicciardi, a 59 anni, decise di partire per il fronte, anche se avrebbe potuto ottenere un tranquillo posto dietro una scrivania al Comando Supremo a Udine o in un Ente Territoriale.

In una lettera a un amico disse “Così non avendo per ora figli al campo ho pensato bene di andarvi io, e mi sono arruolato, non essendo più capace ad altro, in Fanteria. Attendo di giorno in giorno l’ordine di pormi in viaggio pel mio destino! Credo sarò il solo soldato volontario di professione Prefetto a riposo, ma spero di non rappresentare indegnamente la classe”.

Il 12 luglio 1915, nel cuore della Valle dell’Isonzo, Luigi Guiccardi morì, colpito da una scheggia di granata e lascando un ricordo indelebile nel cuore dei pavesi.

Ancora oggi una targa, posta in Piazza Guicciardi a Pavia, proprio vicino all’ingresso della Prefettura, ricorda la figura di un uomo dall’animo nobile e generoso, capace di dare tutto se stesso per quello in cui credeva.

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