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L'arte è emozione: Raffaello Trasfigurazione

trasfigurazione raffaello 1Il quadro venne commissionato nel 1517 a Raffaello dal cardinale Giulio de’ Medici, poi Papa Clemente VII, per la cattedrale di Narbona.

Per questa stessa cattedrale il cardinale aveva ordinato un quadro anche a Sebastiano del Piombo, allievo di Michelangelo, sulla Resurrezione di Lazzaro.

Raffaello, per dare maggior complessità e ricchezza al suo lavoro, non inserì solo l’episodio della Trasfigurazione, dove si racconta che Gesù, accompagnato da Pietro, Giacomo e Giovanni, si recò sul monte Tabor e i tre discepoli lo videro che circondato da luce, si librava nel cielo attorniato dai profeti Mosè ed Elia, ma vi aggiunse anche quello in cui Gesù, disceso dal monte, guarì un ragazzo indemoniato.

In realtà la cosa non era molto plausibile sul piano prettamente iconografico, ma Sebastiano del Piombo aveva il tema della Resurrezione di Lazzaro, che gli avrebbe consentito di rappresentare molti personaggi, in una composizione dai notevoli toni drammatici e da qui la scelta di Raffaello, di forzare la Trasfigurazione inserendovi anche l’episodio dell’ossesso.

L’opera fu l’ultima realizzata da Raffaello e venne collocata sul suo letto di morte, per darsi all’ammirazione dei tantissimi romani che andarono a portare l’ultimo saluto al grande pittore, poi venne portato nella chiesa di San Pietro in Montorio, e infine trasportato ai Musei Vaticani, dove tuttora è conservato.

 

L’autore

trasfigurazione raffaello 2Nato a Urbino nel 1483 Raffaello fu allievo del padre Giovanni Santi e in seguito del Perugino, in una scuola pittorica che influenzò il pittore profondamente.

Dei suoi primi anni di attività sono molto noti il Sogno del cavaliere, lo stendardo di città di Castello, la Resurrezione del museo di San Paolo e nel 1503, l’Incoronazione della Vergine oggi nei musei vaticani e la Crocifissione della National Gallery di Londra, con influenze della pittura del Perugino e del Pinturicchio.

Alla fine del 1504 Raffaello si recò a Firenze con l'intento di studiare le opere di Leonardo Da Vinci, Michelangelo e fra Bartolomeo, per poi partire per Roma.

Qui ebbe l'incarico di affrescare alcune pareti della Stanza della Segnatura, con sul soffitto, collocati in tondi e in scomparti rettangolari alternati, la Teologia, il Peccato originale, la Giustizia, il giudizio di Salomone, la Filosofia, la Contemplazione dell'Universo, la Poesia, Apollo e Marsia.

Dopo queste opere, l'artista realizzò nel 1511 varie decorazioni delle Stanze Vaticane lavorando nella stanza di Eliodoro le scene della Cacciata di Eliodoro, del Miracolo della Messa di Bolsena, della liberazione di San Pietro e quattro episodi del Vecchio Testamento, oltre alla notissima Scuola d’Atene.

Nel 1514, dopo la morte del Bramante, che aveva lavorato al progetto di San Pietro, il Papa lo nominò responsabile dei lavori per la costruzione di San Pietro, oltre che per la realizzazione delle logge del palazzo Vaticano nel cortile di San Damasco.

Raffaello morì a Roma il 6 aprile 1520, a 36 anni, all'apice della gloria, onorato dal mondo intero come l’artista che aveva incarnato l'ideale supremo di serenità e di bellezza del Rinascimento.

Le sue spoglie vennero collocate al Pantheon, il monumento romano da lui profondamente amato.

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