• Storia
  • L'arte è emozione: Max Ernst La vestizione della sposa
  • Storia
  • L'arte è emozione: Max Ernst La vestizione della sposa

L'arte è emozione: Max Ernst La vestizione della sposa

ernst vestizione sposa 1L’arte surrealista carica ogni oggetto, anche il più comune, di un forte potere di suggestione, come nel caso di Max Ernst, che disse: “La creatività è quella meravigliosa capacità di cogliere realtà tra loro distinte e disegnare una scintilla dalla loro giustapposizione.”

Uno dei suoi dipinti più noti è La vestizione della sposa, con un’immagine affascinante e al contempo inquietante.

La sposa è la vera protagonista della scena, con un corpo sensuale che emerge da un mantello dal rosso piumaggio, da cui fa capolino una piccola testa giallognola, coperta da un copricapo con la testa di rapace.

A circondarla nell’atto della vestizione nuziale troviamo sulla sinistra, una figura antropomorfa dalle sembianze di uccello che regge una lancia spezzata e a destra un’ancella dalla bizzarra capigliatura e dall’incarnato roseo.

Accovacciata per terra, si trova una creatura verde ermafrodita che racchiude in sé le caratteristiche di entrambi i sessi.

Il quadro ha molte chiavi di lettura, tra cui quella in cui si dice che il personaggio di sinistra, coperto di piume verdi, raffigura Loplop, l’uccello fantastico alter ego dell’artista, mentre la sposa è indicata come la pittrice surrealista inglese Leonora Carrington, che aveva avuto una relazione con Ernst.

L’autore

ernst vestizione sposa 2Maximilien Ernst nacque a Brühl (Germania) il 2 aprile 1891 e studiò filosofia, storia dell'arte e psichiatria alla facoltà di filosofia dell'università di Bonn.

Nel 1913 espose i suoi primi quadri a Berlino e un anno dopo cominciò a lavorare con Hans Jean Arp e Johannes Baargelded, che facevano parte del movimento Der Sturm.

Convinto sostenitore delle avanguardie, Max Ernst lavorò a quadri dove convivono oggetti e figure eterogenee, che creano situazioni ambigue e surreali.

Nel 1920 Ernst partecipò a uno dei più scandalosi happenings mai realizzati dai dadaisti e due anni dopo si trasferì a Parigi, dove fu tra i sostenitori del Manifesto del surrealismo.

Il primo dei romanzi-collage dell’artista tedesco, La Femme 100 têtes, uscì nel 1929, mentre nel 1930 collaborò con Salvador Dalí e Luis Buñuel al film L'âge d'or.

Le tavole dei romanzi-collages erano realizzate da Ernst con collages d’immagini ricavate da opere scientifiche, enciclopedie mediche, cataloghi e racconti illustrati.

Fuggito da un campo di detenzione francese nel 1941, l’artista tedesco partì per gli Stati Uniti, dove nel 1943 presentò il suo capolavoro L'oeil du silence.

Dopo aver divorziato dalla prima moglie, la miliardaria Peggy Guggenheim, per sposare Dorothea Tanning, Ernst tornò nel 1954 a Parigi, oltre a ricevere il primo premio alla Biennale di Venezia.

Max Ernst morì il 1 aprile 1976 nella sua casa di Parigi.

Collabora

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pubblicità su PaviaFree.it
Scrivi per PaviaFree.it

Seguici su Facebook

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.