I mille volti dello sport: Pete Maravich Principe del basket

  • Paola Montonati

pete maravich 1Pete Maravich, detto Pistol Pete, nacque il 22 giugno 1947 ad Aliquippa in Pennsylvania e fin dall’infanzia fu allenato dal padre Press, grande appassionato di basket.

Da subito, grazie alle lezioni del padre, Pete iniziò a giocare per 3 scuole diverse spostandosi dalla Carolina del Nord a quella del Sud sempre con un grandissimo amore per il basket e le sue regole.

Nel 1967 arrivò al college di LSU, dove restò per 3 anni prima di accedere alla NBA, in cui nel primo anno giocò nel Freshman Team, concludendo la sua prima partita NCAA con 50 punti, 14 rimbalzi e 11 assist.

Durante il Draft NBA 1970, gli Atlanta Hawks comperarono Pete Maravich, che visse un primo anno da rookie davvero straordinario, mentre gli Hawks riuscirono a raggiungere i Playoffs ma vennero eliminati al primo turno dai New York Knicks.

L’anno successivo, mentre Pete migliorava, gli Hawks riuscirono, nonostante la non molto entusiasmanti vittorie, ad accedere nuovamente ai Playoffs ma ancora una volta furono immediatamente eliminati dai Boston Celtics.

Nella sua ultima stagione con gli Hawks, Maravich fece ben 52 assist, ma il resto della squadra non era di alto livello e la squadra non riuscì ad accedere alla post-season.

pete maravich 2Durante l’estate del 1974 gli New Orleans Jazz, alla ricerca di un giocatore che portasse talento ed entusiasmo all’interno della squadra, cedettero 2 giocatori e 4 future scelte al draft agli Hawks in cambio di Maravich.

Anche se il primo anno a New Orleans di Maravich finì con un buon risultato, i Jazz non soli non raggiunsero i Playoffs, ma chiusero col peggior record dell’anno, appena 23 vittorie.

Nella stagione 1976-77 Pistol, dopo una lunga serie d’infortuni, dimostrò tutto il suo valore, arrivando in tredici partite a superare la quota di quaranta punti, ma i Jazz continuarono ripetutamente a mancare l’obiettivo Playoff e Maravich cominciò a pensare di lasciare la squadra.

Gli infortuni a entrambe le ginocchia iniziarono lentamente a far perdere colpi al giovane giocatore, che nel gennaio del 1980 firmò un contratto con i Boston Celtics per arrivare all’ambito Titolo NBA, ma alla fine della stagione furono i Philadelphia 76ers di Julius Erving ad eliminare i Celtics al 2° turno.

Ormai tormentato dai continui infortuni alle ginocchia, Pete lasciò il mondo del basket e per due anni si chiuse in casa, interessandosi allo yoga, diventando vegetariano e sostenendo di volere essere ricordato non come un giocatore di basket NBA ma come un semplice cristiano nato per servire Gesù.

Il 5 gennaio 1988, mentre stava giocando una partita di basket dentro la palestra di una chiesa a Pasadena, Pete Maravich morì per un infarto a soli 40 anni e l’autopsia rivelò che aveva una grave patologia genetica al cuore, che non gli era mai stata diagnosticata.

Pochi anni dopo, Pistol Pete venne ammesso nella Hall of Fame del basket americano. 

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