Grandi marchi italiani: Loacker il sapore del wafer

  • Paola Montonati

loacker 1Collocata sull’altopiano di Renon, tra le montagne del Trentino Alto Adige, l’azienda dolciaria Loacker da quasi cent’anni delizia grandi e piccini con i suoi wafer alla vaniglia, al cioccolato e alla nocciola, frutto di una tradizione che dura nel tempo.

Tutto cominciò nel 1914, quando il tredicenne Alfons Loacker fece il suo ingresso come apprendista nella pasticceria della famiglia Moser a Bressanone, dove apprese i primi segreti della lavorazione dei dolci austriaci più venduti in quegli anni, come le torte farcite e le ciambelle.

Grazie alla sua grande abilità manuale, il ragazzo venne assunto dal forno dolciario di Bolzano Rizzi, che si trovava sotto i portici del centro storico, per 45 corone di paga e 72 ore di lavoro la settimana.

Ma Alfons, che nel tempo libero giocava come calciatore nella squadra giovanile del Rapid Bozen, cominciò a pensare a una pasticceria “di lunga durata” che gli potesse permettere di lavorare e al tempo stesso di coltivare i suoi hobby.

Alla fine il giovane Loacker trovò l’idea giusta leggendo sui libri di cucina come si preparavano le cialde, un dolce boemo che, dopo essere arrivato nell’Europa Centrale dall’Inghilterra nel XV secolo, era uno dei più venduti nell’impero austriaco, grazie alla sua ricetta a base di miele, latte, cioccolata e farina.

loacker 2Ma i piani di Alfons vennero sconvolti dall’inizio della prima guerra mondiale e fu solo nel 1925, in una Bolzano ormai parte del regno d’Italia, che il ragazzo poté inaugurare la sua prima bottega in via della Roggia, con due ragazze che lo aiutavano nel lavoro di preparazione dei wafer.

Il successo fu immediato, al punto che dopo pochi anni Alfons comprò il forno Rizzi, poi si spostò nella sala Plus di via Wolkenstein e infine nella storica sede della Loacker, collocata in piazza Domenicani, a pochi passi dal centro di Bolzano Piazza Walther.

All’inizio le cialde erano vendute ai privati oppure ad altri negozi che le proponevano a peso, conservandole in vasi di vetro dietro ai banconi, ma in poco tempo, grazie anche alla collaborazione dei suoi compagni nella Rapid Bozen, Alfons allargò il suo giro d’affari oltre Bolzano.

Con gli anni Trenta, la Loacker avviò la vendita delle prime confezioni di wafer avvolte nella carta bianca e blu, che divennero uno dei simboli dell’azienda.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1958 entrò in azienda Armin, il primogenito di Alfons, che puntò sulla diffusione dei wafer Loacker a livello nazionale.

Nel 1970 Alfons morì per una malattia e Armin, con la sorella Christine, assunse il ruolo di nuovo capo dell’azienda di famiglia e spostò gli impianti di lavorazione ad Auna di Sotto, mentre nel 1984 la pubblicità di Guido De Maria introdusse i nanetti della Loacker nell’immaginario di grandi e piccini.

Oggi la Loacker è diretta da Andreas e Martin, nipoti di Alfons, mentre la produzione si è allargata anche al mondo dei cioccolatini e delle tartine dolci, adatte per la colazione o una merenda pomeridiana.   

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