Grandi marchi, grandi aziende: Barilla

  • Paola Montonati

barilla logoNella settimana dove si festeggia il mondo della pasta, la storia di un marchio che, dalla Parma di fine Ottocento, ha portato i suoi prodotti in tutto il mondo…

Tutto iniziò a Parma nel 1877, quando Pietro Barilla senior avviò la sua attività di fornaio, in Strada Vittorio Emanuele II a Parma, oggi nota come strada della Repubblica.

Nel 1898 nel negozio entrò un piccolo torchio di legno per fabbricare la pasta e venderla e con l’aiuto dei figli Riccardo e Gualtiero, l’azienda Barilla cominciò la sua storia, tanto che nel 1903 si producevano 400 kg di pasta il giorno, nel 1905 ben 2,5 tonnellate.

In via Veneto nel 1910 fu inaugurato il primo stabilimento industriale, dove si produceva sia pane che pasta, sotto la guida di Riccardo e Gualtiero.

Il primo grande successo commerciale della famiglia fu il confezionamento della pastina glutinata, con il nome della famiglia, oltre al primo logo, firmato dallo scultore Emilio Trombara, con un bambino che rompe un uovo gigante in una grande madia in legno.

Nel 1919 Gualtiero morì e Riccardo rimase alla guida dell’azienda con la moglie Virginia, mentre il figlio, Pietro Barilla junior, entrò in azienda nel 1936 e avviò la prima rete commerciale.

E nel 1937 la pasta fosfina, ricca proprio di fosforo, segnò l’avvio dell’attenzione della Barilla per il tema della nutrizione.

Dopo la seconda guerra mondiale. Pietro Barilla, che si occupava soprattutto di marketing e promozione, e il fratello Gianni, attento allo sviluppo della fabbrica e dell’amministrazione, decisero per l’adozione della confezione di cartone per la pasta, fino a quel momento venduta sfusa o in cassette di legno.

Nel 1952 l’azienda abbandonò la produzione del pane e puntò solo sulla pasta, che presto divenne un prodotto diffuso su tutto il territorio nazionale, oltre ad avviare il sodalizio con il grafico Erberto Carboni, che metterà a punto il logo dell’azienda, incorniciato nell'ovale, arrivato fino ad oggi.
Per aumentare la sua notorietà Barilla decise di puntare sulla pubblicità, con come testimonial nomi italiani molto celebri tra cui Giorgio Albertazzi, Dario Fo. Mina e Massimo Ranieri.

Le confezioni di pasta in cartone introdussero la finestra trasparente, che divenne poi il marchio di fabbrica dell’azienda di Parma e dal 1965 si cominciarono a produrre anche grissini e cracker.

Nel 1971 Pietro e Gianni Barilla, per ragioni familiari, vendettero l’azienda alla multinazionale americana W.R. Grace. 

Pietro Barilla però non si arrese e nel 1979 riuscì a fare in modo che la Barilla tornasse in mano alla sua famiglia.

Negli anni Ottanta Barilla collaborò con i più grandi registi del cinema mondiale per i suoi spot, come Federico Fellini, Nikita Michalkov e Giuseppe Tornatore.

Quando nel 1994 la Barilla arrivò in America divenne il leader indiscusso della pasta nel mondo e dei prodotti da forno.

L’inaugurazione nel 2004 di Academia Barilla, un progetto culturale dedicato alla conoscenza e promozione della gastronomia italiana, ha visto l’avvio di un’attenzione molto forte ai valori, sociali e culturali, che ruotano attorno al cibo e alla sua preparazione, confermato nel 2009 con la nascita della Fondazione Barilla Center For Food and Nutrition, per analizzare i grandi temi legati all'alimentazione e alla nutrizione nel mondo. 

Good for You, Good for the Planet è il motto del gruppo di Parma, per la promozione di stili di vita sani e di un’alimentazione sostenibile, miglioramento continuo dei prodotti esistenti all'insegna della doppia piramide, valorizzazione della diversità come valore e sostegno all'agricoltura nazionale.

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