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Ferdinando Bialetti, il pittore di Mede: opere e affreschi

  • Redazione PaviaFree.it
Ferdinando Bialetti, pittore nato a Mede in Lomellina

Nato a Mede nel 1864 e scomparso a Pavia nel 1958, Ferdinando Bialetti è stato uno dei pittori lomellini più apprezzati tra Ottocento e Novecento. Era fratello dello scultore Felice Bialetti (1869-1906).

Formazione e opere

Studiò all'Accademia Albertina di Torino, allievo di Gastaldi e poi di Gamba. Il catalogo regionale dei beni culturali lo ricorda come autore, tra l'altro, di:

  • l'Ave Maria, conservata alla Pinacoteca di Torino;
  • il Ritratto dei N.H. De Capitani, nella Galleria dell'Ospedale Maggiore di Milano;
  • affreschi nel Palazzo di San Giorgio a Genova;
  • lunette e pannelli nel Duomo di Mortara;
  • il Ritratto di Carlo Alberto Brielli, olio su tavola oggi all'ospedale San Martino di Pavia.

Dipinse anche paesaggi lomellini, fiori e ritratti. Nella sala maggiore del Comune di Mede, secondo la tradizione locale, si trova un suo olio dedicato al trapianto del riso.

A Mede: la chiesa dei Santi Marziano e Martino

A Mede il suo nome è legato alla chiesa parrocchiale, dove nel 1929, per volere del parroco don Enrico Cantone, dipinse sulla parete di fondo dell'abside una serie di scene con le pie donne legate alla vita di Gesù. Per la storia dell'edificio leggi la chiesa dei Santi Marziano e Martino e il profilo di don Siro Damiani.

A Mortara: la Madonna del Campo

Secondo la tradizione locale, nel 1916 Bialetti affrescò anche il santuario della Madonna del Campo, a circa due chilometri da Mortara sulla strada per Novara. Il soggetto è la battaglia tra Longobardi e Franchi del 773, che la tradizione colloca nei pressi di Pulchra Silva, l'antico nome di Mortara.

Il contesto storico: nel 771 Carlo Magno ripudiò Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio, e nel 773 scese in Italia. Dopo la caduta delle Chiuse di Susa, Desiderio si ritirò verso Pavia. La battaglia di Pulchra Silva viene datata al 12 ottobre 773 e la leggenda parla di migliaia di caduti. Le cifre che si tramandano (44.000 longobardi e 32.000 franchi) sono leggendarie, non documentate. Per approfondire: Mortara, un nome, una leggenda e la Madonna del Campo a Mortara.

Leggi anche: Giuseppe Amisani, da Mede a Portofino

Fonti: Lombardia Beni Culturali (scheda su Ferdinando Bialetti), Wikipedia (Mortara) e tradizione locale.

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