Antonio Giuseppe Denari: una vita per i vini dell'Oltrepò

Antonio Giuseppe Denari (Retorbido, 1921 - 2008) è stato una delle figure chiave del vino dell'Oltrepò Pavese nel secondo Novecento: presidente per oltre vent'anni della cantina sociale La Versa di Santa Maria della Versa e per sedici del consorzio di tutela, battagliò perché lo spumante Metodo Classico oltrepadano fosse riconosciuto come un prodotto di qualità.
Le notizie sulla vita privata e pubblica di Denari provengono da ricostruzioni locali: online il suo nome compare anche in forme diverse (per esempio "Antonio Duca Denari" o "Andrea Denari"), quindi i dettagli vanno presi con cautela.
Giovinezza e Cascina Bella
Nacque a Retorbido il 2 maggio 1921 e a sette anni si trasferì con la famiglia a Voghera, dove frequentò le elementari e il ginnasio Severino Grattoni. Nel gennaio 1941, mentre studiava al Politecnico di Milano, fu chiamato alle armi e nell'aprile 1942 fu assegnato alla Slovenia.
Finita la guerra conobbe la duchessa Ida Novaresio, vedova del duca Angelo De Ferrari e proprietaria della possessione Cascina Bella di Bressana, dove nel 1813 era nato Agostino Depretis. I due si sposarono nel 1948. Denari prese in mano la gestione della cascina e di parte del patrimonio dei De Ferrari e in pochi anni convertì l'azienda da cerealicola a zootecnica, con lavorazione di latte, formaggi e burro.
Nel 1955, secondo le fonti locali, fu premiato a Roma, al teatro Eliseo, come primo agricoltore d'Italia, e Cascina Bella come prima azienda agraria del Paese.
L'impegno per gli agricoltori
Nel 1963 Denari lanciò il movimento Concentrazione di Unità Rurale, portando a Roma 15.000 agricoltori per denunciare i problemi del settore. Il movimento si trasformò in partito, con una spiga di grano sullo sfondo dell'Europa come simbolo. Alle elezioni del 1963 Denari si candidò nel collegio Pavia-Milano e ottenne oltre 25mila voti, non sufficienti per entrare a Montecitorio.
Il Casale e il vino
Nel 1966 si separò dalla duchessa e si trasferì a Casaldonelasco, il "Casale" nel comune di Santa Maria della Versa, che la famiglia aveva acquistato negli anni Quaranta dai baroni De Ghislanzoni. Dal 1958 faceva parte del consiglio di amministrazione della Cantina Sociale di Santa Maria della Versa.
Negli anni Sessanta puntò sui vini a marchio Il Casale, il più noto dei quali è il Rosso del Roccolo, e aprì l'Hosteria del Casale: una delle prime forme di agriturismo della zona. Oggi la tenuta, chiamata Casale Denari, è un resort con ristorante.
Presidente di La Versa
Nel 1972, secondo la ricostruzione locale, il presidente Silvio Maggi stava per cedere la cantina alla società svizzera Winefood per quattrocento milioni di lire. Ad affare quasi concluso, alcuni importanti conferitori raccolsero abbastanza consensi per far dimettere il consiglio. Alle elezioni Denari ottenne 19.500 voti ed entrò nel consiglio, che lo nominò presidente: guidò La Versa per ventidue anni.
Sotto la sua presidenza la cantina cambiò volto: meno bottiglioni da 1,5 litri e damigiane, più spazio al Gran Spumante Champenois e ai rossi, vini più remunerativi, e la distribuzione dei dividendi della società per azioni.
Il Consorzio e lo spumante Metodo Classico
Cinque anni dopo fu nominato presidente del Consorzio Tutela Vini dei Colli della Provincia di Pavia, poi diventato Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese, e mantenne la carica per sedici anni, nonostante due dimissioni volontarie (1981 e 1991) sempre respinte. Difese i vini di collina, in contrasto con quelli di pianura, e portò lo spumante Metodo Classico oltrepadano a confrontarsi con lo Champagne.
Nel 1975, con La Versa, fu tra i promotori, insieme a Gancia, Carpenè, Contratto, Ferrari e Antinori, dell'Istituto Italiano Spumante Classico, oggi Consorzio Talento (la data di fondazione, il 1975, è confermata da fonti di settore), nato per tutelare lo spumante di qualità con un disciplinare rigido.
Le dimissioni e gli ultimi anni
Nel 1992 lasciò la presidenza del Consorzio, rifiutando la proposta della Lega Lombarda di candidarlo al Parlamento. Nel novembre 1994 si dimise anche dalla presidenza e dal consiglio di La Versa, ricevendo attestati di stima dalla maggior parte dei viticoltori oltrepadani. Trascorse gli ultimi anni al Casale, che aveva ribattezzato Casale Denari, dove morì il 9 ottobre 2008 circondato dall'affetto della moglie e della figlia.
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Fonti: La Versa su Eventi e Sagre, Milano Segreta (Casale Denari), glossario Wein.plus (Talento) e ricostruzioni locali.
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