Sagra del Riso 2021 a Sannazzaro

  • Paola Montonati

sagra riso 2021 1La Sagra del riso a Sannazzaro, in quella parte della Lomellina ricca di risaie, torna dopo un anno di pausa nell’area feste di piazzale Mainoli per celebrare i suoi 40 anni., nel weekend del 9, 10 ed 11 luglio.

Il riso, l’oro di questa parte della provincia pavese, il riso che in primavera trasforma la campagna nel cosiddetto “mare a quadretti” e che in settembre ricopre la campagna con il suo giallo sfolgorante.

La ristorazione, con la preparazione di decine di varietà di risotti, si terrà con il servizio al tavolo, previa prenotazione, sono previsti ingressi contingentati e tavoli distanziati. 

Storia di Sannazzaro 

Ma qual è la storia di Sannazzaro?

Secondo alcuni il borgo si chiamò Sannazzaro in omaggio al martire milanese Nazarius, che nel I secolo era l’evangelizzatore dell'Italia del Nord con il discepolo Celsus, ma potrebbe arrivare anche dal nome della nobile famiglia dei de Sancto Nazario, che compare in documenti pavesi dal XII al XIV secolo.

Nel 1466 il borgo divenne un feudo dei Malaspina, con le pertinenze di Ferrera, Pieve Albignola e Alagna, e ne sarebbero rimasti proprietari fino al 1835, a eccezione di una parentesi in cui il feudo andò ai Campofregoso.

L'ultimo erede dei Malaspina era Luigi, illustre studioso e appassionato collezionista, sepolto nella chiesa della Fontana.

Sannazzaro, come la Lomellina, fu nell’orbita dei Visconti e poi degli Sforza, passando nel Cinquecento prima ai francesi e poi agli spagnoli, alloggiati nel castello Incisa, dominante lo strapiombo sulla valle del Po.

Il passaggio ai Savoia, nel 1706, aprì un periodo di prosperità che durò per tutto il Settecento, attribuibile alle riforme promosse dai nuovi re, con l’edificazione della porta d'ingresso e del santuario della Madonna della Fontana, entrambi a ricordo della terribile inondazione del Po del 1705.

La popolazione raggiunse le 3.000 unità, mentre si svilupparono le attività manifatturiere e artigianali e, oltre al mercato del sabato, nel paese si tenevano due fiere annuali di bestiame.

Su disegno del marchese Malaspina venne  eretta la chiesa di San Bernardino e,  sempre nel Settecento, furono edificato i più importanti palazzi nobiliari, Antona Traversi ora Allevi, Pollini, Cardoli, Bigli poi Cordera.

Fra Settecento e Ottocento la località subì le stesse vicende della Lomellina, fu conquistata da Napoleone poi tornò ai Savoia, ma mantenne le sue caratteristiche di centro agricolo.

Gli anni della formazione del Regno d'Italia coincisero con la costruzione della linea ferroviaria Alessandria-Pavia, inaugurata nel 1862.

Il tessuto urbano mutò, con un allargamento del centro, la costruzione di opere pubbliche, di fabbriche e attività artigianali.

Ma il momento di maggior crescita e trasformazione risale indubbiamente agli anni Sessanta del secolo scorso, dopo l’'insediamento del grande complesso petrolchimico del gruppo Eni.

 

Il 18 dicembre 2011 un Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Sannazzaro de’ Burgondi il titolo onorifico di città.

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