Kosmos ricorda Torquato Taramelli

  • Paola Montonati

terra nascosta banner 1Dal 5 marzo al 12 giugno a Kosmos, il Museo di Storia naturale di Pavia, sarà ospitata la mostra Terra nascosta. Rocce, vulcani e terremoti dalle scoperte di Taramelli alla Geologia moderna, omaggio a cento anni dalla scomparsa a Torquato Taramelli, professore di Geologia all’Università di Pavia, autore della prima carta sismica italiana e della Carta Geologica d’Italia,

Kosmos e il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente presenteranno un’esposizione alla scoperta dei fenomeni geologici che impattano sulla società, dai terremoti alle eruzioni vulcaniche, fino al dissesto idrogeologico.

Il percorso sarà su due livelli, uno storico con le principali tappe della carriera scientifica di Taramelli, sottolineandone il genio e le intuizioni alla base della Geologia moderna e uno ludico-didattico con postazioni interattive e video per riconoscere le rocce, leggere la cartografia, considerare i rischi naturali in relazione alle attività umane e capire il ruolo nella società del geologo.

Per l’occasione saranno esposti per la prima volta anche alcuni acquerelli autografi di Taramelli, recentemente restaurati, ideati sia a scopi scientifici, sia per l’insegnamento della Geologia, che colpiscono oggi come testimonianza storica sulla percezione del paesaggio tra Otto e Novecento.

Le opere saranno abbinate a ricostruzioni virtuali, per coinvolgere i visitatori in una riflessione sui naturali processi di trasformazione del Sistema Terra, considerando l’impatto delle azioni dell’uomo sull’evoluzione del paesaggio. 

Dopo la permanenza a Pavia la mostra si trasferirà dall’estate per tutto l’autunno in Oltrepò.

Tarameli nacque a Bergamo nel 1845, frequentò il collegio Ghisleri e si laureò in scienze naturali presso l’Università di Pavia, dove conobbe il professor Antonio Stoppani con cui condivise la passione per le scienze naturali e l’alpinismo.

Grazie a Stoppani, che segnalò il suo nome al commissario governativo per il Friuli Quintino Sella, fu chiamato a insegnare scienze naturali al Regio Istituto Tecnico di Udine dove rimase fino al 1874 e li conobbe il collega geologo Giulio Pirona, con cui condivise l’interesse per la sismologia e la passione per l’esplorazione del territorio friulano.

Torquato Taramelli oltre ad essere un geologo competente era piuttosto abile a disegnare, e usò questo per la preparazione e pubblicazione di molte carte geologiche rilevate in precedenza.

Tra i suoi impegni più importanti ci fu la collaborazione per la progettazione della Carta Geologica d’Italia che fu tutt’altro che semplice.

Nel 1862 Sella fu nominato direttore del rilevamento delle Carta e nomina Stoppani responsabile dei lavori sul territorio ma, preso da altre vicende, lasciò cadere il progetto pur rimanendone il responsabile politico.

Cinque anni più tardi il Ministero dell’Agricoltura affidò il lavoro al geologo toscano Iginio Cocchi provocando polemiche da parte di Sella, che si ritrovò privato di un compito a tutti gli effetti di sua competenza.

Ma, poco tempo dopo, il Ministero dell’Agricoltura dovette ricevere velocemente informazioni sulla geologia delle province del Regno e fu Taramelli, aiutato da Pirona, a dargli una cartina del Friuli perfetta, e questo fu il primo passo che portò all’estromissione di Cucchi dal progetto.

Con l’intento di portare a compimento un lavoro di tale calibro, il geologo cercò aiuti finanziari per il rilevamento e la pubblicazione della sua Carta del Friuli, ma la mancanza di fondi impedì ogni iniziativa concreta.

Nel 1877 Taramelli dovette rinunciare al progetto della Carta, infatti fu emesso un regolamento che escludeva dal progetto le collaborazioni con i privati e i docenti universitari.

Torquato Taramelli morì a Pavia nel 1922 e alla sua memoria è intitolato l’omonimo licedo scientifico di Pavia.

 

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17.30).

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