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A Vigevano una mostra fotografica sulle risaie

  • Paola Montonati

terra risaie 1Anche Vigevano si prepara all’imminente Expo 2015, dove Pavia sarà tra i protagonisti con il cluster del riso, parte integrante del viaggio tra cibi e sapori di un tempo nel padiglione Italia.

E proprio per dare la giusta attenzione al riso, che da sempre fa parte dell’economia pavese, ci sarà dal 14 febbraio fino al 29 marzo, presso la strada sotterranea del Castello Sforzesco, la mostra fotografica Terra di risaie.

“Chiunque pensi alle risaie” dice Andrea Sala, Sindaco di Vigevano “non può non associare questa immagine alla Lomellina, quella piccola parte della Pianura Padana delimitata dai tre fiumi Sesia, Po e Ticino. Vigevano ne rappresenta il centro più importante, dal ricco patrimonio storico – rinascimentale, una località che, negli anni, ha saputo far convivere la sua vocazione imprenditoriale, rappresentata dai numerosi calzaturifici e dalla produzione meccano-calzaturiera, al mondo rurale che la circonda e la comprende, con le sue tradizioni, le arti e i mestieri che continua orgogliosamente a coltivare".

Nelle 35 foto che faranno parte della mostra si racconterà il ciclo vitale delle risaie, dal risveglio della primavera fino al lungo sonno invernale, il tutto scattato con amore da Graziano Perotti, uno dei migliori fotografi di Pavia e della sua provincia. 

terra risaie 2"Siamo orgogliosi” racconta Barbara Robecchi, Assessore Expo e Turismo di Vigevano “di ospitare nei prestigiosi spazi del Castello di Vigevano una mostra che racconti, in modo così coinvolgente ed emozionante, la nostra storia, le tradizioni di questa terra, ma esplora anche il presente, la realtà che ci circonda. Ci auguriamo che questo viaggio nella "Terra di risaie" accompagni i visitatori alla scoperta del nostro territorio e delle nostre ricchezze e possa nutrire il loro spirito".

A corredo della mostra ci sarà un racconto curato da Roberto Mutti, oltre a un libro dello stesso Perotti, che racconta la storia del riso dalla fine del Quattrocento, quando il duca Galeazzo Maria Sforza portò nel Pavese dodici sacchi da cui sarebbe nata la cultura del riso in quelle terre al confine con il Milanese.

"Sono partito” spiega Perotti ”da "Nutrire il pianeta, energia per la vita" che accompagna Expo 2015 e che sottolinea quanto sia importante che, nel mondo, tutti abbiano un diritto fondamentale: quello del nutrimento, del corpo e dello spirito. La mia professione di fotografo mi ha permesso di incontrare persone provenienti da tutte le parti del mondo, ognuna con la sua storia, le sue abitudini e le sue tradizioni. Ma c'è una cosa che accumuna gran parte delle popolazioni: il riso. Non si tratta di una semplice pietanza, ma di una vera e propria occasione d’incontro e di condivisione. Ho imparato che non è importante se i chicchi vengono usati, come faceva mia nonna, come rosario o se sono al collo di un pellegrino in Oriente, se il riso è all'interno di un piatto di legno, una ciotola smaltata, nel verde di una foglia di banano, avvolto nel cotone grezzo in un lontano monastero o preso dalle mani di un bambino in braccio alla sua mamma: i chicchi ci hanno sempre unito, a qualsiasi latitudine mi trovassi, e mi hanno sempre riportato, con la mente, a casa perché all'interno avevano lo stesso identico amore, la stessa fatica e la stessa missione di quelli seminati da secoli nella nostra Terra di risaie". 

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