Un omaggio ai partigiani di Varzi

  • Paola Montonati

varzi 1La storia della seconda guerra mondiale, il fascismo, i partigiani, hanno attraversato anche la nostra provincia di Pavia e Varzi ne fu una protagonista.

Dalla vita breve ma intensa, la Repubblica partigiana di Varzi, nata alla fine del 1944 mentre i tedeschi erano in fuga sulla Linea Gotica, fu un primo esperimento di amministrazione secondo il modello democratico, anche se non mancarono polemiche tra i vari gruppi partigiani, molto incerti sulle decisioni da prendere in un momento cosi difficile, con il Pavese scosso dalla guerra civile e dai rastrellamenti nazisti.

Ed è proprio per ricordare quei giorni lontani che, dal 18 al 20 settembre, presso la Casa dei servizi, ci sarà una tre giorni di musica, ricordi e dibattiti che racconteranno un periodo importante per la storia dell’Oltrepò Pavese durante la seconda guerra mondiale, curati da Rossana Ansaldi, cugina di Angelo Ansaldi, la leggendaria Primula Rossa e comandante della brigata Capettini.

Tutto ebbe inizio nel settembre del 1944, quando dopo un attacco a sorpresa delle formazioni partigiane contro il presidio della divisione alpina Monterosa, Varzi fu occupata dai partigiani che la proclamarono Repubblica indipendente.

varzi 2Tra quei partigiani c’era il giovanissimo Luigi Persani, originario di Varzi, che ha testimoniato con altri sopravissuti in una videointervista di Marco Savini, in cui ricorda come divenne partigiano a soli 17 anni, di come arrivò a Bressana con un piccolo gruppo di cecoslovacchi e dell’assedio degli alpini che si trovavano nel municipio.

Anche se era nata la Repubblica di Varzi, Luigi sapeva che la guerra non era finita, anzi, infatti, a novembre i partigiani dovettero lasciare Varzi, a causa del grande rastrellamento tedesco dell’inverno 1944 – 45, con famiglie minacciate e case date alle fiamme.

Persani fuggì verso il Brallo, dove si trovava una pattuglia tedesca e venne catturato e condotto a Voghera, mentre Ansaldi si diede alla fuga.

Grazie all’aiuto di un giovane brigadiere, Persani riuscì a evadere e tornò a Torre degli Alberi, dove venne scambiato per un fascista, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, Luigi salvò la vita del brigadiere che era stato così gentile con lui e gli evitò di essere fucilato. 

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