Pavia ricorda Dante Alighieri

  • Paola Montonati

dante pavia 1Molte sono le iniziative che, nell’anniversario dei 750 anni della nascita, ricorderanno in tutt’Italia Dante Alighieri, il geniale poeta toscano che, agli inizi del Trecento, con opere come “La vita nova” e il capolavoro “La Divina Commedia” poema allegorico sulla vita e morte dell’uomo.

Con questo testo non solo diede il primo vero impulso alla poesia e letteratura italiana, ma codificò per sempre la lingua toscana come uno dei passi definitivi verso la lingua italiana di oggi, come venne ricordato in più occasioni da grandi scrittori dell’Ottocento, a cominciare da Francesco De Sanctis con la sua “Storia della letteratura italiana”.

Anche Pavia, che nella Divina Commedia viene citata con la chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro e la figura in paradiso di Severino Boezio, poeta e filosofo morto in circostanze misteriose, stimatissimo da Dante, ne ricorderà la vita e la poetica.

L’occasione sarà l’incontro, che si terrà martedì 17 febbraio alle 21.15 presso l’aula dei Quattrocento dell’Università di Pavia in Strada Nuova, intitolato “La Divina Commedia: l’umana avventura di Dante parla all’uomo del nostro tempo”, organizzato dall’associazione genitori Scuola Arcobaleno (AGEN).

Scopo dell’incontro sarà quello di dare una nuova chiave di lettura della Divina Commedia, che molti considerano poco accessibile ai ragazzi di oggi per il suo linguaggio aulico, e che, non solo metterà al centro le grandi domande dell’opera dantesca, ma cercherà anche di essere nuova e moderna per gli adolescenti.

A condurre l’incontro sarà Franco Nembrini, dantista e insegnante di lettere, che arriva per la prima volta a Pavia, dopo che le sue appassionate letture di Dante l’hanno reso notissimo anche al pubblico televisivo e no.

“La Divina Commedia” dice Nembrini “può insegnare molto, come del resto tutte le grandi opere. La storia dell’umanità ha sempre espresso grandi domande, ha sempre cercato di indagare il mistero della vita, il mistero dell’essere e perciò la possibilità che la vita sia buona. Mi sembra che Dante, per l’esperienza cristiana che vive, per la cultura che esprime e per il dolore attraverso cui è passato, sia uno di quegli autori che più di altri sa parlare del cuore dell’uomo”. 

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