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La terza dimensione nella pittura italiana al Broletto

  • Paola Montonati

estro 1Un pezzo di storia dell’arte moderna italiana arriva nelle austere sale del Broletto di Pavia, cuore della città fin dal Medioevo.

Dal 7 fino al 23 novembre, le sale dello spazio per l’arte contemporanea presso il Broletto di Pavia ospiteranno la mostra “L’estroflessione italiana: da Castellani a Castelvecchi” che, attraverso una cinquantina di tele, cercheranno di raccontare il percorso che, dagli inizi degli anni Cinquanta fino ad oggi, ha introdotto la terza dimensione nella pittura italiana contemporanea.

Proposta dall’associazione Giorgio La Pira Onlus, in collaborazione con la Bezuga, Artea Gallery e il Settore Cultura del Comune di Pavia, con la curatela di Giosuè Allegrini, che ha lavorato anche ai testi del catalogo.

Le opere delle mostre provengono da musei e collezioni private di tutto il mondo, con grandi pittori come Enrico Castellani, Turi Simeti, Dino Castelvecchi e Andrea Bassani, che nel corso del loro lavoro artistico hanno cercato di far respirare la pittura, dandogli la dignità di un dipinto tridimensionale, libero dalla logica e bidimensionalità di quegli anni.

estro 2Il primo pittore che sviluppò queste idee fu Lucio Fontana, con i quadri delle serie delle Attese e dei Concerti Spaziali, dal 1959 fino alla morte, dove la tela era bucata con tagli verticali, per poi arrivare alle ricerche di Enrico Castellani. Questi artisti basarono il lavoro sulla violazione dei confini dell’opera e sulla necessità di ridiscutere come dipingere, visto che per molti artisti la tela è solo un semplice supporto, quando in realtà è il perno fondamentale dell’azione della pittura e la sua stessa anima, mentre l’elaborazione del quadro è solo l’architettura di un’idea e la scansione dello spazio dove ci sarà l’opera.

La mostra è aperta da martedì al venerdì dalle 16.30 fino alle 19.30, nel weekend dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30, con chiusura il lunedì, mentre l’ingresso è libero.   

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