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Gli antichi Romani in Lomellina a Vigevano

  • Paola Montonati

antichi romani lomellinaCon l’estate ritorna l’appuntamento con la Storia in Castello a Vigevano, ideato dall’associazione culturale Quattro Passi nella Storia: Gli Antichi Romani in Lomellina.

Sabato 11 e domenica 12 giugno nel Cortile del Castello Sforzesco i visitatori potranno visitare un campo militare romano allestito dal gruppo Legione Prima Augusta Germanica con dimostrazioni di combattimento, convegni e laboratori didattici.

La Lomellina nell'antica Roma

La Lomellina fu completamente romanizzata solo nel 25 a.C., in età augustea, data che cronologicamente conclude la seconda Età del Ferro, anche se numerosi elementi erano presenti ancora all'inizio del I secolo dopo Cristo.

In particolare la Lomellina conservò, per molto tempo, le proprie tradizioni culturali, come l'uso celtico dell'incinerazione.

Una carta della Lomellina mostra la presenza di strade principali e di centri di notevole importanza e tre vie consolari, provenienti da Pavia, la attraversavano, la Francisca, la Romea e la Settimia. Alla mutatio, un luogo di avvicendamento logistico di salmerie e deposito di vettovaglie, di Dorno (Durnae), la Settimia si staccava per dirigersi al Sempione; alla mutatio di Cozzo (Cuttiae), la Romea muoveva verso il Piccolo San Bernardo e la Francisca proseguiva verso il Moncenisio. Lomello (Laumellum), sede di una importante mansio, cioè un luogo di sosta ed accampamento delle legioni, e Cozzo erano i municipi, cioè i due centri amministrativi della Lomellina, mentre Pulchra Silva era Mortara, Retovium era Robbio.

La Lomellina era famosa per la linicoltura, favorita dal terreno sabbioso, infatti la Regio Aliana, da identificare con la Lomellina, era al terzo posto in Europa per la produzione di lino.

La vita giornaliera, per la maggior parte della popolazione, era molto  semplice, come conveniva ad un ambiente agricolo-pastorale e i banchetti, descritti nella cronaca scandalosa dell'epoca, si tenevano solo in una piccola parte dell'alta società.

Tra la cena ed il dessert erano collocate sulla tavola le statuette delle divinità protettrici della casa ed in loro onore si facevano libagioni con vino puro.

Nelle abitazioni si provvedeva all'illuminazione con lucerne in terracotta e in bronzo e pochi erano generalmente gli oggetti di cui ciascun commensale disponeva a tavola, una ciotola larga e bassa, oppure un piatto capiente, il bicchiere o la coppa, non necessariamente in ceramica comune, oltre all'indispensabile cucchiaio.

Tra la ceramica comune sono abbondantemente testimoniati in Lomellina i tegami, le olle, i mortai, i bicchieri, i vasi per conservare gli alimenti, le olpi, le coppe e le anfore, invece, vennero utilizzate per il trasporto di alimentari come vino, olio, "garum" (salsa di pesce); e furono adoperati anche i servizi da mensa in ceramiche più fini, come terra sigillata, a pareti sottili, ceramiche firmate, invetriate, in vetro, in metalli anche preziosi.

La frequenza degli oggetti in vetro è uno degli aspetti caratteristici dei corredi lomellini, soprattutto femminili, del I secolo d.C e la facilità di approvvigionamento della materia prima, cioè la sabbia bianca, non esclude sul territorio l'esistenza di vetrerie locali.

Nel III secolo si può collocare l'apparizione in Lomellina, ed in forma clandestina, del Cristianesimo.

Con l'editto di Costantino (313), e l'elevazione di Ambrogio a vescovo di Milano (374), anche la pace religiosa fu assicurata e, dopo il grande sviluppo agricolo, economico ed artigianale del I ed in parte del II secolo d.C  cominciò, anche in Lomellina, un graduale processo di decadenza.

Gli anni che videro la caduta dell'Impero Romano furono traumatici per la Lomellina, che subì l'onda d'urto delle invasioni dei barbari, popoli di razza germanica o euroasiatica, di proverbiale malvagità, che invadono e mettono a ferro e fuoco quella terra, tra cui i Visigoti di Alarico (401 e 409), poi gli Unni di Attila (452), i Vandali di Genserico (455) e gli Eruli, comandati da Odoacre il quale, nel 476, depose l'ultimo imperatore d'occidente, si fece nominare re e portò la capitale a Pavia.

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