Pavia Da Giampietrino a Segantini

  • Paola Montonati

pavia furga 1Da sabato 7 maggio a domenica 26 giugno, tra le sale del Castello Visconteo di Pavia, sarà allestita la mostra Da Giampietrino a Segantini. Dipinti della collezione Superti Furga al Castello Visconteo di Pavia.

La mostra proporrà 24 capolavori dell’arte italiana che fanno parte della vasta collezione del professor Ferdinando Superti Furga, come anteprima della raccolta che il collezionista ha donato ai Musei Civici di Pavia, con lo scopo di ampliare il ricco patrimonio dei Musei pavesi.

La collezione Superti Furga è dedicata alla pittura italiana tra la fine del XIV e l’inizio del XVI secolo. 

“Non ho selezionato le opere secondo un movimento, un genere o un periodo” dice Ferdinando Superti Furga nel catalogo che accompagna la mostra” ma ho seguito l’idea della pittura in quanto modalità di espressione comunicativa, apprezzandola nel contesto generale dell’evolvere della storia. La mia è una collezione rapsodica, che abbraccia alcuni secoli dell’arte italiana secondo le scelte, più o meno razionali, di un collezionista mosso da passione ed entusiasmo, e attratto dall’altissimo livello dell’arte pittorica italiana nei secoli, capace di comunicare l’evolvere del pensiero e delle varie manifestazioni di cultura di una società in continuo dinamismo”.

Il periodo del Rinascimento lombardo sarà rappresentato nella mostra dalla preziosa tempera su tavola di Ambrogio BevilacquaAndata al Calvario, la Sacra Famigliadi Marco d’Oggiono, la Madonna con il Bambino attribuita a Francesco Galli detto Francesco Napoletano, una Madonna con il Bambinodi Pseudo Francesco Napoletano, che visse a Milano agli inizi del XVI secolo, e l’Ecce Homo con Madonna, considerato il capolavoro di Giovanni Pietro Rizzoli, detto Giampietrino, attivo a Milano dal 1515 al 1540.

Il percorso espositivo vedrà tre olii su tavola della bottega di Francesco Raibolini, detto il Francia, Madonna col Bambino e San Sebastiano, San Gerolamo nel deserto e Madonna col bambino,attribuita a Giacomo Raibolini, con un Cristo porta croce della Bottega di Giorgio Vasari e due opere della pittura cremonese del cinquecento, Cristo incoronato di spinedel celebre Giulio Campi e il ritratto di Giovanni Battista Furgamagistrato mantovano, realizzato da un Anonimo cremonese - mantovano alla fine del XVI secolo.

Sono due le tele del periodo della Riforma, Cristo davanti a Caifadi Bernardo Strozzi e Amor Sacro e Amor Profano di Giuseppe Danedi, detto il Montalto.

Per il Settecento ci saranno Riposo in Egitto di Giovanni Paolo Panini e due opere del celebre maestro bergamasco Vittore Ghislandi, detto fra Galgario,  Giovane pittoree Giovinetto artista.

Il percorso si snoderà poi attraverso il Romanticismo, la Scapigliatura e il Verismo, proponendo otto capolavori di altrettanto grandi maestri dell’arte italiana ottocentesca, da Giovanni Carnovali,detto il Piccio, fino al maestro del divisionismo italiano, Giovanni Segantini.

La mostra sarà visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 17.50.

Il biglietto d’ingresso costerà 4 euro, quello mostra + musei 8.

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