Omaggio a Domenico Modugno a Pavia

  • Paola Montonati

mimi incudine Al Castello Visconteo di Pavia domenica 15 agosto alle 21.30 ci sarà Mario Incudine in Mimì, da sud a sud sulle note di Domenico Modugno.

Sarà un viaggio sulle note delle canzoni di Domenico Modugno, quelle legate alla Sicilia, a una terra che l’ha adottato, ma anche verso il palcoscenico, da raggiungere e conquistare.

Le aspirazioni di un uomo del Sud chiamato Mimì si uniscono con quella del suo interprete scorrendo su linee parallele che s’incontrano in uno spettacolo in cui Mario Incudine e Domenico Modugno raccontano un mondo che cambia, che lotta, che sogna, che sfida convenzioni e stereotipi. Domenico Modugno nacque il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare, vicino a Bari, un paesino dalle case bianche a picco sul mare.

Dal padre Cosimo, comandante del Corpo delle Guardie Municipali a San Pietro Vernotico, il piccolo Mimmo imparò a suonare la chitarra e la fisarmonica, oltre a ereditare una grande passione per la musica.

Insoddisfatto della vita di paese a 19 anni scappò di casa per andare a Torino, dove fece il gommista e il cameriere.

Ritornato per espletare il servizio militare, Mimmo ripartì per Roma desideroso di iniziare quella carriera artistica che a Torino non era stato capace di trovare.

Partecipò al concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove fu ammesso e dove conobbe Riccardo Pazzaglia, allievo della sezione di regia, poi scrittore e giornalista, e paroliere di alcune memorabili canzoni di Modugno.

Nel 1953 Domenico si presentò al concorso musicale radiofonico Trampolino, poi partecipò alla trasmissione Radioclub e. notato da Fulvio Palmieri, funzionario Rai, gli fu offerta una serie di trasmissioni radiofoniche intitolate Amuri… Amuri, di cui scriveva i testi ed era regista, con Franca Gandolfi, attrice e rumorista.

Durante questo periodo Modugno compose molte canzoni in dialetto pugliese e in siciliano, tra cui Lu pisce spada, Lu minaturi, La sveglietta, La donna riccia, Lu sciccareddu ‘mbriacu e Attimu d’amuri.

Nel 1957 vinse il II premio al Festival della Canzone Napoletana con Lazzarella, cantata da Aurelio Fierro, cui seguirono canzoni come Sole, sole, sole, Strada ‘nfosa, Resta cu mme, Nisciuno po’ sape’ e Io, mammeta e tu che diedero una svolta alla canzone napoletana.

Modugno nel 1958 si presentò al festival della Canzone Italiana di Sanremo con Nel blu dipinto di blu, scritto da Franco Migliacci.

Il brano non solo vinse il primo premio, ma rivoluzionò la canzone italiana degli anni a venire. Volare, come fu ribattezzata la canzone, arrivò addirittura in testa alle classifiche statunitensi, vincendo due Grammy Awards, uno come disco dell’anno e uno come canzone dell’anno 1958.

Nel 1959 Modugno vinse nuovamente a Sanremo con Piove (Ciao, ciao bambina) e l’anno seguente arrivò secondo con “Libero”.

Dopo lo stop di un anno causato da una frattura della gamba debuttò come protagonista nella commedia musicale Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini.

Nel 1962 vinse ancora a Sanremo con la canzone Addio…, Addio, nel 1964 vinse il Festival di Napoli con Tu si’ ‘na cosa grande e due anni dopo fu el ancora primo a Sanremo con Dio, come ti amo.

Appassionato di poesia, Modugno scrisse la musica per Le morte chitarre e Ora che sale il giorno di Salvatore Quasimodo.

Modugno fu colpito da un ictus nel marzo del 1984 durante le prove della trasmissione tv di Canale 5 La luna del pozzo e la semi-paralisi conseguente lo costrinse a lasciare l’attività artistica.

Nel 1987, eletto deputato, intraprese una battaglia civile per l’ospedale psichiatrico di Agrigento, dove i malati vivevano in condizioni disumane, riuscendo nel 1988 a farlo chiudere e dedicando in seguito ai ricoverati un concerto, che fu il primo dopo la malattia.

Domenico Modugno morì il 6 agosto 1994 a Lampedusa, nella sua casa, di fronte a quel  mare che amava tanto.

Maggiori info sono su teatrofraschini.it, mentre i biglietti si possono prenotare su teatrofraschini.vivaticket.it

 

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