Casteggio gemma del Pavese

  • Paola Montonati

casteggio 1Le origini di Casteggio, uno dei paesi più noti dell’Oltrepò Pavese, risalgono al III secolo a.C., quando il console romano Flaminio fece erigere un centro fortificato allo scopo di controllare meglio le attività dei Galli alleati, che cercarono di conquistarlo nel 222 sotto il console Marcello.

Nel corso della seconda guerra punica il piccolo borgo divenne uno degli alleati di Annibale contro Roma, ma venne raso al suolo dal console Minucio dopo la fine del conflitto come ritorsione.

Dopo essere stata riedificata, Casteggio, col passar del tempo, divenne uno dei punti di riferimento per i mercanti che dal Pavese si recavano sulla costa ligure e adriatica, allo scopo di commerciare con gli stranieri giunti da lontano.

Con la caduta dell’Impero, il piccolo borgo venne affidato alla provincia di Piacenza, per poi, nel 1166, essere conquistato da Federico Barbarossa, nel corso degli scontri con la Lega Lombarda.

casteggio 2Nel XII secolo Casteggio venne rifortificato dai Visconti, che la mantennero fino al 1475, quando vi s’insediarono gli Sforza.

Verso il 1532 il borgo passò nelle mani di Violante Sforza, che lo rese un punto di riferimento per la cultura dell’epoca, con grandi scrittori come Mattia Bandello.

Quando Casteggio, alla fine del Settecento, divenne parte del regno di Sardegna, la sua storia prima divenne quella del Risorgimento e infine dell’Italia contemporanea.

Il cuore di Casteggio si trova nel borgo antico, dove vennero costruiti tutti i monumenti più importanti dall’impero romano fino all’arrivo dei Savoia.

Per arrivare al borgo si passa la porta Voltone, che si trova sul lato Nord delle vecchie mura romane, mentre nella piazza è visibile un bassorilievo della fine del Settecento, che raffigura la Madonna della Neve.

Arrivati in cima all’altura che domina il borgo, si può visitare la chiesa di San Pietro Martire, che risale alla fine del IV secolo d. C, ma che poi venne riedificata nel 1817, con un bel campanile in stile romanico.

Poco distante dalla chiesa c’è il Pistornile, uno spiazzo erboso, dove è stato innalzato il monumento ai Caduti, oltre al palazzo della Certosa Cantù, oggi sede del Museo Archeologico locale, con reperti che vanno dalla preistoria fino all’alto Medioevo. 

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