La chiesa di San Martino a Vigevano

san martino chiesaUna chiesa, oggi dimenticata, che ha lasciato un segno nella storia di Vigevano, con una contrada che porta il suo nome…

Oggi sconsacrata, la chiesa di San Martino è in un cortile chiuso con cancello, in via Palestro e, secondo alcuni storici, potrebbe essere stata la prima chiesa di Vigevano, con il nome di San Pietro.

Nel primo documento ufficiale in cui si parla di Vigevano, del 963, si parla dell’arciprete Grauso, che predicava presso la chiesa di San Pietro in Vico ed era il custode di una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio.

La chiesa era la basilica in cui officiarono i vescovi della diocesi dei Piccolini, con il nome di San Pietro in silva carbonario, infatti, un affresco sulla parete sinistra dell'abside, ben conservato, raffigura San Pietro.

In seguito il Comune fece il voto di restaurarla, per aver protetto la città durante una pestilenza, infatti la chiesa fu consacrata nel 1508 dal Vescovo di Novara.

E di quel periodo l'affresco sul portale della facciata, raffigurante la Madonna, col Bambino, tra i santi Rocco e Martino, e una santa che porta un cestello di fiori.

Altri affreschi, ben conservati, si trovano all'interno sulla parete sinistra della navata, dove all'interno sono visibili dei graffiti ornamentali, oltre alla volta a vela della sacrestia.

La chiesa fu visitata da San Carlo Borromeo nel 1578, quando era gestita dai Francescani, poi si hanno una serie di notizie sui restauri al campanile nel 1669.

Nel 1810 venne soppressa e venduta, mentre era parte del patronato della Sacrestia della Chiesa di Sant'Ambrogio.

Ma il ricordo della piccola chiesa è rimasto nella storica Contrada di San Martino, dai colori azzurro e verde, abbinata alla Parrocchia dell’Immacolata e che reca sullo stemma, di terra verde in campo azzurro, la figura di San Martino a cavallo che offre il mantello al mendico nudo.

La Contrada occupava la zona di via Dante sino alla Piazza di San Francesco e, fuori dalla Porta di San Bernardo, sorgevano il Borgo di San Martino e la chiesa omonima.

Nel territorio della Contrada c’è ancora il Pio Istituto de' Rodolfi, fondato da Cristoforo De Rodolfo, proprietario di case e botteghe e membro del Consiglio dei Dodici Saggi.

Nella chiesa di San Bernardo della contrada aveva la sua sede la Corporazione dei Muratori e degli Scalpellini dei santi Massimo e Florio, nota per le innumerevoli costruzioni realizzate sotto gli Sforza da maestri di pietra, muratori, e maestri di muro, pittori e affrescatori.

Oggi la Contrada offre vivande a base di riso, come risotti, torte e biscotti, la cui coltivazione arrivò in quelle terre proprio nell’epoca sforzesca.

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