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T. S. Eliot Il Viaggio dei Magi

eliot re magi 1In questa poesia, pubblicata nel 1927 nella raccolta Ariel Poems il poeta Premio Nobel Thomas S. Eliot rivisita, in una struttura che oltrepassa i limiti del tempo e dello spazio, la storia dei Re Magi, che sono alla continua ricerca del significato della nascita di Gesù, fino a vedere il confine tra la vita e la morte. 

Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell’inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze,
E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.
Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano
E disertavano, e volevano, donne e liquori,
E i fuochi notturni s’estinguevano, mancavano ricoveri,
E le città ostili e i paesi nemici
Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo:
Ore difficili avemmo.
Preferimmo viaggiare di notte,
Dormendo solo a tratti,
Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo
Che questo era tutta follia.

Poi all’alba giungemmo a una valle più tiepida,
Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;
Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,
E tre alberi contro il cielo basso,
E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.
Poi arrivammo a una taverna con l’architrave coperta di pampini,
Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d’argento,
E piedi davano calci agli otri vuoti.
Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo
Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto
Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.

Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
E lo farei di nuovo, ma considerate
Questo considerate
Questo: ci trascinarono per tutta quella strada
Per una Nascita o per una Morte? Vi fu una Nascita, certo,
Ne avemmo prova e non avemmo dubbio. Avevo detto nascita e morte
Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu
Come un’aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte
Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,
Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi,
Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.
Io sarei lieto di un’altra morte.

(Traduzione di Roberto Sanesi)

L’autore

eliot re magi 2Considerato il maggior poeta anglo-americano del Novecento, Thomas S. Eliot nacque nel 1888 a Saint Louis, in Missouri, in una famiglia originaria dell'Inghilterra e stabilitasi in America.

Dopo aver frequentato la Smith Academy di Saint Louis, Thomas si laureò nel 1910 all'Università di Harvard,  approfondendo una serie d’interessi che spaziavano dalla letteratura alla filosofia, specialmente quell’indiana, lo studio del sanscrito.

Tra il 1910 e il 1914 scrisse Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock, monologo drammatico su un giovane sofisticato che esprime le sue frustrazioni, con un grande vuoto spirituale, inoltre fece diversi viaggi in Europa, dove continuò a studiare e a Parigi frequentò le lezioni di Henri Bergson (1859-1941) alla Sorbona, oltre a subire le influenze dei simbolisti francesi.

Ritornato a Harvard, Eliot collaborò con il filosofo Bertrand Russell (1872-1970), ottenendo anche una borsa di studio per la Germania, poi allo scoppio della Prima guerra mondiale raggiunse l’Inghilterra per studiare il greco a Oxford, dove ebbe l'occasione di incontrare Ezra Pound, che aveva apprezzato la storia di Prufrock.

In questo periodo approfondì anche la conoscenza dei poeti metafisici inglesi del Seicento, in particolare John Donne, poi nel 1915 si trasferì a Londra, dedicandosi all'insegnamento e lavorando in seguito presso la Lloyds Bank, dove rimase fino al 1925.

Nel 1920 Eliot diede alle stampe le poesie e i saggi del Bosco sacro, che ne rivelarono il talento di grande critico letterario, come poi dimostro nel 1956 la raccolta Sulla poesia e sui poeti.

Un anno dopo il poeta completò quella che oggi è considerata l'opera poetica più significativa non solo della produzione di Eliot, ma una delle più rappresentative dell'intero Novecento, La terra desolata,

Nel 1922 Eliot fondò la rivista The Criterion, poi entrò a far parte della casa editrice Faber and Faber, della quale divenne in seguito il direttore.

Dopo aver ricevuto la cittadinanza britannica, nel 1927 il poeta si convertì alla Chiesa d'Inghilterra, collocandosi nel ramo anglocattolico della Chiesa anglicana e nel 1935 scrisse Assassino nella cattedrale, dramma storico sul martirio di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury dal 1162 al 1170.

Tra il 1940 e il 1943 Eliot scrisse i Quattro Quartetti, grande tentativo di tradurre l'immaterialità del sentimento religioso nelle immagini di una creazione sensibile.

Nel 1948 fu conferito al poeta il Premio Nobel per la Letteratura.

Thomas S. Eliot morì a Londra nel gennaio 1965.

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