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Santa Barbara, protettrice dei pompieri

  • Paola Montonati

santa barbara 1“Quanno che Santa Barbera nasceva / allora la sua matre je moreva/ Lu patre non sapìa se che se fa/ e jò na torre l'andiede a portà/ A capu a capu de venticinqu'anni/ venne la nòva che Barbera era grande” dice un canto popolare dell’Umbria intonato il 4 dicembre, quando la Chiesa cattolica e ortodossa ricordano Santa Barbara, la martire nata in Nicomedia, oggi la Turchia, nel 273 e morta nel 306, invocata a protezione dei fulmini e delle morti improvvise.

La vita della giovane Barbara, figlia del funzionario Dioscoro, è stata narrata dal Panegirico di San Giovanni Damasceno e dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, mentre l'invocazione Santa Barbara e Santa Elisabetta, liberateci da ogni fulmine e da ogni saetta, pronunciata durante i temporali e le burrasche, è il ricordo del martirio di Barbara, che venne subìto dalla fanciulla dopo la denuncia fatta dal padre.

Secondo la leggenda Dioscoro rinchiuse Barbara in una torre per allontanarla dai numerosi pretendenti e quando scoprì che la fanciulla era diventata cristiana, la fece sottoporre dal magistrato romano a una serie di torture.

La santa venne flagellato e torturata col fuoco, infine fu decapitata, ma fu allora che un fulmine cadde su Dioscoro, uccidendolo.

Oggi la tomba di Santa Barbara si trova a Burano, isola della laguna veneziana e sono molte le tradizioni a lei legate.

Ad esempio ogni 4 dicembre i Greci preparano zuppe di grano, uvetta, melograno, noci e mandorle, simbolo di prosperità e di buon auspicio per le ragazze in cerca di marito, oltre a frittelle dolci dette melopites.

Un'altra tradizione legata al 4 dicembre è quella dei rami di Santa Barbara, dove sono tagliati dei rametti dagli alberi da frutto, che sono poi lasciato nell’acqua tiepida per una notte e collocati nel presepe, cosi il giorno di Natale vi saranno spuntate le gemme.

In Valnerina, in Umbria, la santa è festeggiata in una frazione del comune di Sellano, Ottaggi, dove si trova una piccola chiesa a lei intitolata, e in tutta la vallata molti sono i dipinti del XIV-XV secolo che la raffigurarono spesso con la torre in mano, con le tre finestre simbolo della Trinità.

Santa Barbara è anche la patrona di numerose località e protettrice dei Vigili del Fuoco, dei minatori, degli artificieri, degli architetti e degli ingegneri ambientali, oltre ad essere invocata con protettrice durante i terremoti. 

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