San Marco, fiori sotto il segno del santo di Venezia

  • Paola Montonati

533356766Il 25 aprile per i veneti non è solo la festa della Liberazione, ma è anche quello di San Marco, simbolo della Serenissima con il Leone di Venezia, oltre  che della Festa del Bocolo o Bocciolo.

Oggi la Festa di San Marco è una ricorrenza in cui convivono da secoli mito e tradizione, religione e romanticismo, un Santo Patrono e il dono rituale di un bocciolo di rosa rossa.

La leggenda del Bocciolo a Venezia racconta che una bellissima fanciulla di nome Maria, detta Vulcana per lo splendore dei suoi occhi meravigliosi, unica figlia del Doge Orso I Partecipazio, in carica tra l'864 e l'881, s’innamorò del giovane trovatore Tancredi.

Il loro amore fu ostacolato dalle umili origini di lui, forte impedimento alla benedizione dogale, per cui Tancredi partì per la guerra, per acquisire gloria e fama in battaglia e tornare a Venezia come eroe.

Le notizie delle imprese di Tancredi fecero ben presto il giro del mondo, finché un giorno, combattendo contro i Mori di Spagna sotto Carlo Magno, mori nelle vicinanze di un roseto, tingendo del rosso del suo sangue un bocciolo di rosa che affidò all'amico Orlando il paladino, perché lo portasse a Vulcana come ultimo pegno d'amore.

Il 25 aprile, dopo aver ricevuto da Orlando il dono di Tancredi, Maria venne trovata morta nel suo letto con il bocciolo sul cuore, che da allora divenne per i veneziani simbolo d'amore imperituro.

La Festa del Boccolo di Venezia ha però anche una seconda leggenda, che narra di un amore tra due giovani appartenenti a due rami nemici della stessa famiglia, divisi da un roseto senza fiori, che ricominciò a fiorire proprio il 25 aprile, per sbocciare del nuovo amore.

Da quel roseto, secondo la leggenda proveniente dal luogo di sepoltura di San Marco Evangelista e donato a un marinaio della Giudecca di nome Basilio, antenato dei due giovani, l'innamorato staccò un bocciolo che donò alla fanciulla, portando la pace tra le due famiglie.

La Festa di San Marco del 25 aprile commemora anche l'anniversario della morte dell'Evangelista Marco, Santo Patrono di Venezia in memoria della sua leggendaria opera di evangelizzazione in vita delle genti venete.

Le reliquie del Santo furono trasportate da Alessandria d'Egitto a Venezia nell'anno 828, nascoste in un carico di carne dai due mercanti veneziani Rustico da Torcello e Buono da Malamocco.

Il carico, considerato impuro dai locali, superò le dogane d'Oriente e giunse a Venezia acclamato dall'intera città e così che San Marco divenne l'emblema, simboleggiato dal leone alato armato di spada e con un libro tra le zampe.

In questo giorno c’è la processione nella Basilica di San Marco, dove partecipano le autorità religiose e civili della città, come ai tempi della Repubblica quando i festeggiamenti si svolgevano anche il 31 gennaio, quando fu trasportato a Venezia il corpo del Santo, e il 25 giugno, quando avvenne il ritrovamento delle sue reliquie nella Basilica di San Marco nel 1094.

L'occasione permette anche di vedere la Pala d'Oro ricoperta di pietre preziose e collocata dietro l'altare maggiore, considerata oggetto di culto, oltre ad una sosta alle bancarelle in Piazza San Marco per acquistare il bocciolo di rosa, ricordando che il dono, oltre che per mogli e fidanzate, vale anche per mamme e figlie.

Inoltre si può raggiungere in barca l'Isola delle Vignole per gustare i piatti della cucina tradizionale veneziana a base del Carciofo Violetto di Sant'Erasmo nel pieno della stagione di raccolta o assaggiare il miele di Fiori di Carciofo Violetto a Sant'Erasmo o quello di barena, che sono introvabili altrove.

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