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Pavia La Moncalvi tra motolance e trattori

  • Paola Montonati

moncalvi 1Una storia che attraversa gran parte del secolo breve, fino ad arrivare agli anni Ottanta.

Pavia nella prima metà del Novecento visse un periodo molto ricco grazie alla nascita di numerose attività industriali.

Una delle più importanti, nata da un’idea dell’ingegnere Paolino Moncalvi, del dottore Giulio Oehl, dell’ingegnere Mario Cozzi e di Giacomo Aprile, fu la ditta Ing. Moncalvi & C, nata nel dicembre del 1905 ampliando una preesistente officina, in viale Canto Ticino, dove oggi si trova la sede della Provincia Pavese.

La ditta all’inizio era impegnata nella lavorazione del ferro, soprattutto per il mondo della carpenteria e in pochi anni arrivò al numero di oltre 200 dipendenti e un’estensione di 8000 mq lungo il lato occidentale di via Ferrini.

Per le esigenze del mercato la Moncalvi avviò la progettazione e produzione di specifici macchinari destinati alla movimentazione e pompaggio delle acque, che portarono alla realizzazione di una fonderia di ghisa nel lato opposto di via Ferrini.

All’inizio degli anni Trenta la ditta ricevette importanti commesse di lavorazione per la costruzione di pompe e accessori per turbine dalla Riva di Milano, allora leader per lo sfruttamento delle acque in centrali idroelettriche.

Nel 1941 la Moncalvi ricevette dalla Regia Marina, l’incarico della costruzione di 9 motolance per il progetto di sbarco ed invasione di Malta, denominato Operazione C3.

Le prime, e uniche, unità presentate nella primavera 1942, furono le 9 dei Cantieri Navali Moncalvi e O.M.S.A. di Pavia, contro i 100 esemplari previsti.

Ma questa esperienza spinse la Moncalvi a proseguire nei suoi progetti e programmi rivolti alla realizzazione di natanti, con lo scopo di usi prettamente operativi e anche per il trasporto passeggeri.

moncalvi 2Nel settore della navigazione per trasporto passeggeri, la Moncalvi lavorò ad alcune della più belle motonavi, in servizio fino a pochi anni fa sui laghi Maggiore e di Como.

Dopo l’acquisizione da parte della Riva Calzoni della Moncalvi, la direzione generale fu affidata a Silvio Levi, che confermò l'attività di lavorazioni meccaniche e carpenteria pesante, oltre a un percorso di ricerca e di sviluppo di soluzioni operative rivolte alla movimentazione stradale e cantieristica.

Tra questi ci furono i trattori Tiger, mezzi azionati da un motore di 100 CV, con trazione integrale sulle quattro ruote e in grado di trainare, grazie a un accoppiamento articolato, diverse soluzioni operative.

Negli anni Sessanta la Moncalvi acquisì due prestigiosi marchi per la distribuzione di macchinari nel settore cantieristico, l’inglese Jcb, produttrice di macchine movimento terra e la francese Manitou, leader nel settore dei carrelli elevatori fuori-strada.

Con l’inizio degli anni Ottanta la crisi del settore energia prodotta da fonti idroelettriche condusse al declino della Riva Calzoni e di conseguenza quello della Moncalvi, anche se l’azienda pavese fu trasferita in una nuova sede a San Genesio.

Ma, quando le case rappresentate si organizzarono per una presenza diretta sul territorio nazionale, per la Società Moncalvi fu l’inizio della fine.

Nel 1985 la Società Draghe Lario, ancora oggi leader nel settore delle pompe draganti e pompe verticali cantilever, comprò il marchio Moncalvi, vendette lo stabilimento di San Genesio, fece passare parte dei dipendenti nelle filiali delle case rappresentate, mentre gli altri vennero liquidati, portando alla fine di uno storico marchio pavese. 

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