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La storia del filobus a Pavia

filobus pavia 1Il periodo pionieristico del filobus coincide con i primi anni del Novecento, poiché permetteva una notevole economia d’impianto e di esercizio rispetto a ferrovie e tranvie; inoltre la sua propulsione prometteva di essere molto più affidabile di quella dei primi motori a scoppio.

Ma il dover percorrere le pessime strade ordinarie, che mettevano a durissima prova gli pneumatici, la meccanica e la fragile carrozzeria in legno, rese costosissima la manutenzione di questi veicoli e la loro vita ancor molto più breve.

Dopo il 1930 le filovie ebbero una rapida diffusione, dato che il regime fascista le considerava il veicolo autarchico per eccellenza, e le principali aziende costruirono esemplari moderni con carrozzeria metallica, tecnologicamente evoluti e in versioni adatte alle varie esigenze.

Con il passare del tempo moltissime filovie vennero chiuse e sostituite con autolinee, sia per evitare il rifacimento degli impianti fissi, sia perché gli autobus si destreggiavano meglio nel traffico sempre più intenso.

Per lo sviluppo urbano e industriale di un centro abitato è sempre stata essenziale la facilità e la comodità delle comunicazioni, ma Pavia come unico servizio di trasporto pubblico si basava sulla storica linea tranviaria che, nel suo massimo sviluppo, collegava da est a ovest il rione di San Pietro in Verzolo con gli Istituti Scientifici Universitari.

Tale situazione lasciò per decenni pressoché abbandonata tutta una vasta zona della città che si stava particolarmente sviluppando proprio nel dopoguerra e ciò spinse gli amministratori locali a garantire un servizio anche lungo l’asse longitudinale della città.

filobus pavia 2Fu cosi che il 3 febbraio 1952, alla presenza delle maggiori autorità cittadine, nacque a Pavia la linea 1 del trasporto urbano che collegava, mediante filovia, la via Olevano al rione di Borgo Ticino.

Secondo le cronache dei giornali del tempo, quella domenica mattina le sei vetture della filovia erano allineate davanti a Palazzo Devoti, nei pressi di piazza Castello, e avevano i due trollers decorati con il tricolore e con lo stemma della città, la croce bianca in campo rosso.

La nuova linea filoviaria aveva sei vetture Fiat 668 F e una rimessa posta al capolinea di via Olevano.

L’orario di servizio era dalle 6 alle 24 e verso la fine del 1952 fecero la loro comparsa, nei pressi delle singole fermate, i primi cartelli informativi su orari e percorrenza delle vetture.

Nel 1954 fu rinforzato il servizio e vennero acquistati altri due filobus modello Alfa Romeo 800 AF, carrozzati Sirio e nel dicembre del 1957 la linea rione Mirabello-piazzale Olevano si trasformò in linea filoviaria e inserita nella tratta piazzale Olevano-rione Borgo Ticino, per collegare direttamente il nuovo quartiere al centro della città.

La fine del filobus a Pavia avvenne l’11 giugno 1968 con la decisione dell’ASM di togliere le vetture filoviarie dalla circolazione, sostituendole con autobus a gasolio.

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