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I misteri e i riti dell’equinozio d’autunno

autunno 1Domani sarà il giorno dell’equinozio d’autunno, un evento che, tra storia e religione, ha sempre affascinato i popoli di tutto il mondo fin dai tempi dei Celti e dei Romani.

In Grecia tutte le cerimonie più note si tenevano durante il mese di settembre, ad esempio Atene celebrava le grandi Tesmophorie, in onore di Demetra, dea del grano e poi c’erano le Eleusine, che si tenevano a Eleusi.

Ai Grandi Misteri Eleusini potevano partecipare tutti, oltre l’appartenenza sociale, unica condizione che parlassero la lingua greca e non fossero assassini, il tutto in un periodo di cinquantacinque giorni.

La festa era una rappresentazione della discesa agli Inferi di Persefone, esperienza di buio e di tenebre, che finiva nella luce e l’ascesa nel mondo dei vivi con la divinità in persona.

Per i druidi l’equinozio d’autunno era chiamato Alban Elfed (Luce d’autunno) o Elued (Luce dell’acqua) ed era la seconda festività del raccolto, segnando la fine della mietitura, così come Lughnasad era l’inizio.

Nella mitologia celtica, l’Equinozio d’autunno è legato alla figura di Mabon, il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, simboleggiato dalla cornucopia, la cesta senza fondo dalla quale sgorgava tutto il cibo che si desiderava.

Mabon per i Celti era il mese del seme, dove si dovevano raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che servivano l’anno successivo, essiccandoli all’aria e all’ombra, conservandoli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con il nome, aspettando la primavera per piantarli, ma anche delle radici officinali da raccogliere per le tisane invernali, dei tagli, delle potature, del compost.

L’equinozio d’autunno era importante anche per i Romani, infatti, era il giorno in cui era nato l’imperatore Augusto nel 63 a. C, che poi fece costruire la più grande meridiana di Roma.

autunno 2In questo modo l’altare della pace, l’Ara Pacis, era allineato con l’equinozio di autunno e, per il compleanno dell’imperatore, l’ombra dell’obelisco si allungava verso l’altare, creando il legame tra l’imperatore, il sole e l’emblema della pace romana. 

Intorno al III secolo d. C. gli equinozi iniziarono anche a essere raffigurati in una serie di figure allegoriche, come portatori di fiaccole, spesso posti accanto al dio Mitra. Cautes portava la fiaccola verso l’alto e rappresentava l’equinozio di primavera, quando il sole si alza sopra l’equatore, mentre Cautopates verso il basso e rappresentava l’equinozio di autunno, quando il sole scende sotto l’equatore.

Per il mondo cristiano l’autunno è legato alla figura di San Michele, la cui festa si celebra il 29 settembre, che difese la fede contro le orde di Lucifero, il quale, ribellatosi al Creatore, cadde negli Inferi.

Dal mondo bizantino, il culto dell’Arcangelo Michele si diffuse nell’Europa medievale e, sulla Via Francigena, numerosi sono i riferimenti al santo nella toponomastica di luoghi posti su monti e altipiani, tra cui importanti edifici di culto, come la Sacra di San Michele in Piemonte e Montesantangelo in Puglia.

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