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Donne di Pavia tra storia e leggenda

  • Paola Montonati

 donne 1La storia di Pavia è stata costruita non solo da re e condottieri, ma anche da  figure di grandi donne che, con pazienza e abilità, hanno saputo farsi valere in periodi anche molto difficili per il capoluogo lombardo.

Adelaide di Borgogna

Figlia del guelfo Rodolfo II, la sedicenne Adelaide sposò il re d’Italia Lotario, da cui ebbe, nel 949, la figlia Emma.

Dopo la morte del marito in battaglia, Adelaide venne fatta prigioniera dal crudele Berengario d’Ivrea, deciso a sposarla per ottenere il regno d’Italia.

Poco tempo dopo la regina riuscì a fuggire e nel 951 si risposò con Ottone I, che era stato eletto nuovo re d’Italia, ed andò a vivere a Pavia.

Quando, nel 962,il marito divenne imperatore, Adelaide si dedicò a una riforma degli enti monastici di Pavia, con l’aiuto dell’abate di Cluny e della nuora Teofane,  promotrice dell’abbazia di San Marino fuori porta, situata dove oggi vi è l’Orto Botanico.

Alla morte del marito, a cui successe il figlio Ottone II, la regina diventò la reggente del regno italico fino al 983, quando tornò in Germania con Teofane.

Morto anche Ottone II, Adelaide tenne la reggenza in nome del nipote Ottone III fino a quando questi non entrò nella maggiore età.

Ritiratasi nel monastero di Selz in Alsazia, la regina mori il 16 dicembre del 999.

Lucia Visconti

Figlia di Bernabò Visconti, la giovane Lucia venne promessa sposa appena dodicenne al figlio del re di Francia Luigi I con lo scopo di rafforzare l’alleanza tra i Visconti e la Francia, contro il nipote di Bernabò, Gian Galeazzo.

Ma il matrimonio non ebbe mai luogo, in quanto l’8 maggio del 1382 Gian Galeazzo riuscì a spodestare lo zio e prese la cugina sotto la sua tutela, conducendola a vivere con la sua corte nel castello visconteo di Pavia.

Sempre in cerca di nuovi alleati, nel 1398 Gian Galeazzo propose Lucia in sposa a Enrico di Lancaster, conte di Derby, che però non poté sposarla essendo nel frattempo asceso al trono d’Inghilterra come nuovo re.

La situazione sentimentale della giovane Visconti si complicò ulteriormente quando, nel 1399, venne obbligata a sposarsi con Federico, marchese di Minsia, che considerò l’unione alla stregua di un  mero accordo politico.

Dopo la morte di Gian Galeazzo, nel 1402, Lucia riuscì a far annullare il matrimonio, sostenendo che il duca le aveva suggerito che cosa dire il giorno delle nozze.

Nel 1407, dopo tante sofferenze, la giovane Visconti sposò Edward Holand, conte di Kent e andò a vivere in Inghilterra, ma il marito morì un anno dopo in battaglia.

Ormai sola, Lucia decise di rimanere in Inghilterra, dove morì nel 1424 e venne sepolta nella chiesa degli Agostiniani a Londra.

donne 2Maria Pellegrina Amoretti

Nata ad Oneglia il 12 marzo del 1756, la Amoretti era la nipote del celebre giurista Carlo, che già a dodici anni le insegnò il latino e il greco e inoltre la fece studiare giurisprudenza sui testi che le erano stati regalati dal fratello maggiore.

Dopo aver compiuto gli studi presso alcuni giuristi da sempre cari amici di famiglia, la ragazza fece domanda presso l’università di Torino per discutere la sua tesi di laurea, ma venne respinta a causa della poca considerazione che in quei tempi veniva riservata alle donne letterate.

Spinta dal padre, la Amoretti fece domanda all’università di Pavia, che nel dicembre del 1776 le diede una risposta positiva.

All’inizio di gennaio del 1777 la ragazza, accompagnata dal padre, arrivò a Pavia, dove sostenne due esami dedicati alla lingua latina, in cui ottenne un ottimo voto.

Successivamente la Amoretti discusse alcune tesi, una della quali incentrata su Beatrice D’Este, che le valsero il 25 giugno di quello stesso anno la laurea in Ragion Civile, con le lodi del rettore in persona: la prima donna laureata dall’Università di Pavia.

In seguito la giurista scrisse il trattato “Tracatatus de jure datium apud romanos” dedicato al diritto delle doti, prima di morire per un male incurabile a soli trent’anni il 12 novembre del 1787.

 

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