Era il Natale del 1951….

  • Paola Montonati

455545Oggi ho aperto le scatole con le decorazioni natalizie, palline, luci, statuine, fiori di tessuto, la capanna e poi in un angolo un involto di carta velina…..

La storia comincia tanti anni fa, nell’inverno del 1951.

Giovanna era una giovane sposa. Sposata da solo sei mesi viveva in una piccolissima casa di ringhiera, un po’ vecchia e malandata, senz’acqua naturalmente, senza il bagno, solo un piccolo balcone, qualche vaso di fiori sul davanzale della  finestra di quella che era  la cucina, il soggiorno e il salotto.

Eppure Giovanna era felice.

Già da due mesi era cominciato il freddo e avevano dovuto comprare la stufa, quella cosiddetta economica, con gli anelli di ferro sopra, che scaldava l’ambiente, serviva per far bollire l’acqua e sopra ci si poteva anche stendere qualcosa ad asciugare.

Ma adesso arrivava Natale, il primo Natale da sposi,  ma non c’era niente, si poteva pensare solo al necessario.

Giovanna decise che qualcosa doveva e  poteva fare. Andò a raccogliere delle pigne sotto il viale e con un po’ di colla fatta in casa e un cartoccino di porporina comprata dal cartolaio, inventò un centrotavola con al centro una piccola candela rossa. Le sembrava già che la casa fosse più calda. Poi con dei rametti secchi, intrecciò una piccola decorazione per la porta con due palline rosse e un fiocchetto.

Ma il presepe no, costava troppo.

Ne prese allora uno di cartoncino, una specie di cartolina più grande del normale, che attraverso le tacche si poteva ripiegare e far sembrare tridimensionale, lo mise davanti a una lampadina ed ecco era fatto. Un po’ modesto, ma poteva bastare.

Ma la sera della vigilia, il suo sposo tornò a casa con un pacchettino di carta dorata, ben fatto, era un bellissimo Gesù Bambino nella sua piccola culla di vimini. Giovanna lo abbracciò e pianse.

Per tutta la vita quel Gesù Bambino restò con lei, con i suoi figli, con i suoi nipoti, per tutti i Natali. Anche quando chi glielo aveva donato non c’era più, tutti gli anni lo toglieva  dalla scatola con grande cura e lo guardava ricordando quel lontano Natale così povero, ma così ricco di gioia e di amore.

Apro con molta attenzione l’involto di carta velina, è lì, dopo ben 66 anni il piccolo Bambino mi guarda, ancora intatto, con i suoi occhi pieni di amore.

Ciao nonna, tranquilla lassù, ne avrò cura.

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