Tracce di musica classica: Teatro Cagnoni di Godiasco

  • Paola Montonati

274546687 4769807203110220 908482846079929584 nTra le dolci colline dell’Oltrepò Pavese, ricche di vini, cultura gastronomica, leggende e castelli, c’è un teatro che, nel borgo di Godiasco, è uno scrigno per la musica classica e non solo.

Il Teatro Cagnoni, che venne costruito nel 1913 come sede delle attività culturali del paese, oggi è intitolato alla memoria di Antonio Cagnoni, compositore di musica che nacque a Godiasco l’8 febbraio 1828.

Primogenito di Giovanni e Serafina Nobili, Antonio da sempre fu un grande esperto di musica fin dalla prima giovinezza, infatti ancora oggi ci sono documenti che riportano il suo esordio di organista in chiesa a soli dieci anni.

Cagnoni entrò nel Conservatorio di Milano all’età di quattordici anni e studiò con il Maestro Frasi violino e contrappunto e, dopo un triennio di frequenza, scrisse e presentò al pubblico l’opera drammatica Rosalia di San Miniato e, subito dopo, le commedie Don Bucefalo e il Testamento di Figaro.

Nel 1849 fu nominato Maestro di Cappella nella Cattedrale di Vigevano, che allora era un incarico di grande importanza nella città ducale che, con Milano, Bergamo, Novara e Tortona, aveva un primato notevole d’illustri organisti.

La permanenza di Antonio a Vigevano durò trent’anni, dove nel frattempo componeva musiche sacre, come Messe Cantate, Inni Sacri e Salmi, ma anche opere liriche tra cui Amori e Trappole (1850), Giralda (1852), La valle d’Andorra (1854), La Fioraia (1855), La Figlia di Don Lavorio (1856), Il Vecchio della Montagna (1863), Michele Perrin (1864), Claudia (1866), La Tombola (1869), Un Capriccio di Donna (1870), Papà Martin (1871), Il Duca di Tapigliano (1874) e Francesca da Rimini (1878) con una forte inclinazione verso il melodramma romantico e ispirazione verdiana.

Nel 1879 il compositore si trasferì a Novara, succedendo al grande Carlo Coccia come organista della basilica di San Gaudenzio e nel 1888 arrivò a Bergamo, come organista in Santa Maria Maggiore, nel ruolo di sostituto di Amicare Ponchielli, inoltre venne nominato insegnante al Liceo Musicale e rifiutò in quell’anno la carica di Direttore al Conservatorio Musicale di Milano, ma non si conosce il motivo.

Cagnoni morì a Bergamo il 30 aprile 1896 e le cronache del tempo raccontano della solennità delle esequie a lui rese dalla città.

A Vigevano in una seduta del Consiglio Comunale fu subito deciso di inviare una rappresentanza alla cerimonia funebre, di intitolare al Maestro il Teatro Municipale, di erigere un monumento a ricordo nell’atrio dello stesso edificio e si reclamò la salma del musicista, considerandolo cittadino  illustre.

Il nome di Antonio Cagnoni oggi è citato da molti testi di storia della musica e da critici notevoli, la sua musica è conservata in parte nella Biblioteca del Seminario Vescovile di Vigevano

Dal punto di vista architettonico, gli elementi più interessanti del teatro di Godiasco sono riscontrabili nella facciata, con il piccolo porticato, costituito da quattro colonne leggermente rastremate, prive di scanalature, dall’alto piedistallo in cemento, che sostiene un balcone con una balaustra in ferro battuto.

Altri elementi particolari dell’edificio sono le decorazioni in stucco sopra le cinque finestre e la serie di beccatelli che sostengono l’aggetto del tetto.

 

Con la sua posizione centrale nella valle dello Staffora, il Teatro Cagnoni è oggi un  centro aggregatore di attività culturali e musicali per la valorizzazione di artisti sia locali, sia di fama nazionale.

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