Tracce di musica classica: Oratorio di Natale di Bach

  • Paola Montonati

bachUno dei simboli del Natale in musica...

La nascita dell’opera

L’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach è una delle più famose composizioni sacre di sempre, amatissima in tutto il mondo.

Quando Bach scrisse questo oratorio, verso la metà del Settecento, aveva già composto un gran numero di cantate sacre e profane, come la Passione Secondo Giovanni e la Passione secondo Matteo, oltre ad un buon numero di oratori e composizioni per i momenti importanti della liturgia cristiana. 

L’Oratorio di Natale BWV 248 (Weihnachts-Oratorium) fece parte di un gruppo di composizioni simili che Bach  realizzò tra il 1734 e il 1735: Oratorio dell’Ascensione BWV 11 e l’Oratorio di Pasqua BWV 249, cioè alcune delle maggiori festività cristiane.

Di tutte queste l’Oratorio di Natale di Bach però è la composizione più complessa, ideata a Lipsia nel 1734 in occasione delle festività natalizie.

La trama

La liturgia natalizia già da allora prevedeva come giorni di festa il 25, 26 e 27 dicembre, il Capodanno, la domenica successiva e il 6 gennaio.

Molti considerano l’Oratorio di Natale un raggruppamento di Cantate da eseguirsi in vari momenti liturgici, invece di un’unica composizione divisa in sei part, ma sembra proprio si tratti di un’unica composizione poiché, persino nella partitura, Bach distinse le diverse sezioni con la dicitura pars prima, pars secunda, fino alla pars sesta.

L’Oratorio di Natale diventa così una grande composizione divisa in sei parti, la prima parte si eseguiva il giorno di Natale e racconta la nascita di Gesù.

La seconda era eseguita il 26 dicembre e narra dell’annunciazione ai pastori, il 27 si eseguiva la terza parte, cioè l’adorazione dei pastori.

Si passava poi al 1 gennaio con l’esecuzione della quarta parte che rappresentava la circoncisione di Gesù.

La domenica successiva al Capodanno si eseguiva la quinta parte che parlava del viaggio dei Re Magi, mentre il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, era il giorno della sesta e ultima parte con l’adorazione dei Magi.

L’autore

Johann Sebastian Bach nacque il 31 marzo 1685 a Eisenach, una cittadina tedesca che all'epoca contava circa seimila abitanti.

Sebastian apprese l’arte della musica dal padre Ambrosius, che gli avrebbe insegnato a suonare il violino e la viola, mentre il secondo cugino Johann Christoph suonava l'organo nella Georgenkirche.

Dal 1693 al 1695 frequentò la scuola di latino di Eisenach e dopo la morte dei genitori, avvenuta in quegli anni, fu accolto a Ohrdruf dal fratello Johann Christoph, che gli impartì lezioni di organo e clavicembalo.

Nel 1700 lasciò la famiglia del fratello per recarsi a Luneburg, dove entrò nel coro della Michaeliskirche e ha modo di conoscere Bohm, un eminente organista e compositore del tempo.

Dopo essere stato per poco tempo violinista presso la corte di Sassonia-Weimar, nel 1703 divenne l’organista titolare di San Bonifacio ad Arnstadt e, in breve tempo, ebbe una vasta rinomanza come virtuoso.

Nel 1705 intraprese un viaggio a Lubecca per ascoltare il famoso organista Dietrich Buxtehude, che Sebastian ammirava particolarmente per le sue composizioni e di cui aveva tanto sentito parlare.

Il giovane musicista trovò poi un'altra sistemazione come organista di Sam Biagio a Muhlhausen, dove visse con la cugina Maria Barbara e compose un gran numero di pezzi per organo e le prime Cantate che sono pervenute.

Bach non aveva un carattere facile e conciliante e alcuni dissidi con i superiori lo spinsero al trasferimento presso la corte di Sassonia-Weimar come organista e musico di camera, dove continuò la composizione di musiche organistiche, particolarmente gradite al duca, e ha modo di studiare le contemporanee musiche italiane, trascrivendo in particolare concerti di Antonio Vivaldi.

Poco valutato come compositore, la fama di Bach dilagò come insuperabile organista, consacrata dai concerti che tenne nel 1713-17 a Dresda, Halle, Lipsia e in altri centri.

Nel 1717 assunse la carica di maestro di cappella alla corte riformata del principe Leopoldo di Anhalt-Cothen a Kothen, con l'incarico di comporre Cantate d'occasione e musiche concertistiche, come i sei concerti brandeburghesi, le suites e sonate per strumenti soli o accompagnati e soprattutto molta musica per clavicembalo, fra cui spicca il primo volume del Clavicembalo ben temperato.

Il periodo di Kothen si concluse nel 1723, quando Bach accettò il posto di Kantor nella chiesa di San Tommaso a Lipsia, dove compose un gran numero di cantate sacre e le celeberrime grandi Passioni, ritornando alla musica strumentale solo verso il 1726.

Dal 1729 e fino al 1740 assunse la direzione del Collegium Musicum universitario, per il quale compose numerose cantate profane e concerti per uno o più cembali, nonché molta musica strumentale di vario genere.

Nel 1747 il re Federico II di Prussia lo invitò a Potsdam, assistendo ammirato alle sue magistrali improvvisazioni.

Verso il 1749 la salute del compositore cominciò a declinare e, ormai completamente cieco, Bach dettò la sua ultima composizione, rimasta purtroppo incompiuta, l'Arte della fuga prima di esser colto da collasso cardiaco, morendo il 28 luglio 1750.

La sua musica fu riscoperta definitivamente solo nel 1829 grazie a un'esecuzione di Mendelssohn della Passione secondo Matteo.

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