Tracce di musica classica: Il signor Bruschino di Rossini

  • Paola Montonati

gioacchino rossiniIl 13 novembre 1868 moriva a Parigi il grandissimo compositore Gioacchino Rossini, che ricordiamo con una delle sue opere comiche più note e apprezzate…

I personaggi

Gaudenzio(basso), Sofia (soprano), Bruschino padre (basso), Bruschino figlio(tenore), Un delegato di polizia(tenore), Florville(tenore), Filiberto(basso), Marianna (mezzosoprano)

La trama

Il giovane Florville è innamorato, ricambiato, di Sofia, pupilla del vecchio Gaudenzio, che l’ha destinata in sposa al figlio del signor Bruschino.

Florville e Sofia mettono in atto un piano per impedire il matrimonio con Bruschino junior e sposarsi.

Poiché Bruschino junior è tenuto sotto chiave in una locanda, perché debitore inadempiente, Florville, fingendosi cugino del ragazzo, paga il locandiere Filiberto per potersi sostituire al promesso sposo, di cui nessuno conosce il volto.

Il locandiere accetta, e consegna a Florville la lettera di presentazione di Bruschino figlio.

Poi, con la complicità della serva Marianna, Florville fa recapitare una lettera a Gaudenzio, firmandosi Bruschino padre, nel quale chiede di far arrestare Bruschino figlio e trattenerlo per farlo pentire dalla sua condotta.

Gaudenzio rimane stupito vedendo il giovane in cerca di redenzione per la sua condotta, e rimane poi scandalizzato quando Bruschino padre, arrivato al castello dopo aver sentito le notizie sul figlio, non riconosce il giovane.

Bruschino padre, ignaro dell'inganno, dichiara che Florville non è suo figlio, e Gaudenzio, furibondo, lo accusa di essere troppo severo con il giovane.

Il vecchio tutore convince Sofia a intercedere presso il padre per il figlio, ma senza riuscirci. Bruschino padre rimane però l'oggetto dello sdegno di tutti, fino a quando il delegato di polizia conferma, tramite la lettera che Florville ha ricevuto da Filiberto, l'identità di Bruschino figlio, e Filiberto stesso si rivolge al giovane con il nome di Bruschino.

Ma Filiberto si lascia sfuggire a Bruschino padre del debito del figlio in locanda e il padre, sentito il racconto del locandiere, comprende tutto quanto, ma decide di non rivelare nulla a Gaudenzio sull'identità di Bruschino figlio/Florville, che è figlio di un senatore nemico del tutore di Sofia. Bruschino padre allora riconosce il figlio, e l'unione con Sofia viene benedetta anche da Gaudenzio: e in quel momento torna Filiberto con il vero Bruschino figlio.

La verità viene a galla, e a Gaudenzio non resta che perdonare la coppia di amanti.

L’autore

Gioacchino Rossini nacque a Pesaro il 29 febbraio 1792, figlio di un suonatore d’orchestra e di una cantante d’opera che lavoravano nei teatri di provincia italiani.

Dal talento musicale precocissimo, fu allievo del Mattei al Conservatorio di Bologna dove studiò in particolare le opere di Cimarosa, Haydn e Mozart e a vent’anni già scriveva opere buffe e opere serie per vari teatri italiani, mostrando una sorprendente freschezza.

Dopo il successo di Tancredi e de L’italiana in Algeri cominciò l’ascesa inarrestabile del giovane compositore, che divenne popolarissimo grazie all’irresistibile vivacità dei suoi ritmi, alla bellezza delle melodie e all’irrefrenabile vena e vigore teatrale che circolavano nelle sue composizioni.

Dal 1816 al 1822 Barbaja, potente impresario del Teatro San Carlo di Napoli, lo scritturò per infondere un rinnovato vigore al mondo operistico napoletano, allora in declino.

Disponendo di un teatro, di una buona orchestra e di grandi cantanti, Rossini maturò come drammaturgo e ampliò i propri mezzi musicali che culminarono nell’opera Semiramide, l’ultima del suo periodo italiano.

A Napoli Rossini pose le basi della sua fortuna finanziaria e sposò il contralto Isabella Colbran, spagnola, che con il suo grande talento vocale, contribuì al successo delle sue opere, come La gazza ladra, La Cenerentola e Il barbiere di Siviglia.

Dopo un soggiorno a Vienna e Londra, dove furono allestiti due festival delle sue opere, nel 1824 Rossini si trasferì a Parigi come direttore del Théâtre Italien.

Qui fece rappresentare le sue opere migliori, revisionandole per adattarle ai gusti della società parigina, poi con il Guglielmo Tell affrontò un nuovo soggetto romantico, per fondere gli elementi dello stile italiano e francese aprendo la strada al grand-opera, uno spettacolo dal soggetto storico, ricco di effetti scenici, balletti e masse corali.

Ormai al culmine della celebrità internazionale Rossini chiuse la sua attività operistica, parte per stanchezza creativa, dopo anni d’intensa attività compositiva, ma anche per la nuova sicurezza finanziaria.

Restò ancora a Parigi curando i suoi affari, seguendo gli allestimenti dei compositori contemporanei e concedendosi numerosi viaggi.

Nel 1836 fece ritorno a Bologna in uno stato di grande abbattimento fisico e psichico, poi si spostò a Firenze e, rientrato a Parigi nel 1855, riprese a comporre brevi pezzi da camera.

 

Rossini morì a Passy il 13 novembre 1868 e, vent’anni dopo la sua salma fu traslata nella chiesa di Santa Croce a Firenze, accanto a quella di altri grandi italiani.

Copyright © PaviaFree.it, il blog di Pavia e provincia IT11086080964 Supplemento plurisettimanale del quotidiano digitale MilanoFree.it