Tracce di musica classica: Il Messia di Handel

  • Paola Montonati

handel george frideric biografiaOrmai è Natale ed è il momento migliore per ascoltare uno degli oratori più noti della storia della musica classica di sempre…

La nascita dell’opera

Fu a una svolta della sua vicenda artistica che Georg Friedrich Händel compose il Messiah, l'opera cui da sempre è legato il suo nome.

L'anno di composizione, il 1741 fu per Händel l'abbandono di una straordinaria carriera operistica nonché della lingua, l'italiano, cui la sua attività di compositore di musica vocale era connessa sin dagli anni di apprendistato.

Come spartiacque tra i due compositori, l'operista del 1741 e l'autore di oratori in lingua inglese del 1742, si collocò l'invito ad animare una stagione al di fuori dei riflettori londinesi, a Dublino.

Da lì il Messiah, terminato nel settembre 1741, intraprese la sua marcia trionfale il 13 aprile 1742, continuando a occupare l’autore fino all'anno della morte, con una serie notevole di revisioni e rifacimenti per successive produzioni dell'oratorio e imponendosi nell'immaginario collettivo dei paesi anglosassoni come parte integrante della propria identità culturale.

La trama

Il Messiah è, oltre a Israele in Egitto, l'unico oratorio di Händel il cui testo è esclusivamente in versi biblici, ideato da Charles Jennens, il quale che ispirò al Book of Common Prayer of the Church of England.

La maggior parte del testo viene dai libri dei profeti e dai salmi dell'Antico Testamento, in modo che il Cristo del Nuovo Testamento sia identificato dalla profezia del Messia dell'Antico Testamento.

Nel Messiah Händel impiega quattro solisti, soprano, alto, tenore, basso, e un coro a quattro voci ed è documentato che distribuiva la parte solistica quasi sempre su cinque cantanti e divideva spesso le arie del soprano.

Nelle rappresentazioni a Dublino dell’opera  vennero impiegati otto cantanti fra cui Christina Maria Avoglio (Soprano) e Susanna Maria Cibber (Alto), che presero parte anche alle successive rappresentazioni di Londra.

Gli strumenti previsti da Händel sono, violino I/II, viola, violoncello, basso continuo, tromba I/II e timpani, non sono presenti altri strumenti a fiato, forse perché non sapeva durante la composizione quali strumenti sarebbero stati a disposizione a Dublino.

Da una fattura del 1754 risulta che per una esecuzione per l'ospedale Foundling erano impiegati 14 violini, 6 viole, 3 violoncelli, 2 contrabbassi, 4 oboi, 4 fagotti, 2 corni, 2 trombe e 2 timpani.

Il coro era di 20 elementi, con i fanciulli della Chapel Royal per il Soprano e le voci di Tenore contraltino per l'Alto. Inoltre i solisti cantavano anche i brani del coro.

L’autore

Händel nacque nel 1685 a Halle, in Germania, da una famiglia senza tradizioni musicali, eppure iniziò da bambino lo studio della musica, dimostrando un grande talento come compositore e organista. All'università di Halle intraprese gli studi giuridici e nel 1703 si stabilì ad Amburgo, dove lavorò come violinista e dove si tennero le prime esecuzioni delle sue musiche, tra cui l'opera Almira, regina di Castiglia (1705).

Negli anni successivi compì diversi viaggi in Italia, in Germania e a Londra, dove nel 1711 venne rappresentata con grande successo la sua opera Rinaldo.

Al tempo del soggiorno londinese risalgono anche due composizioni orchestrali, le tre suite Musica sull'acqua (1715-36), nate per accompagnare le feste sul Tamigi di re Giorgio I, e i Sei concerti grossi op. 3 (1730-34), ispirati al lavoro del musicista italiano Arcangelo Corelli.

Nel 1719 Händel promosse la fondazione di una società musicale privata, la Royal academy of music, e ne divenne il direttore, nel 1727 ottenne la cittadinanza inglese e per anni dominò la scena musicale britannica.

Oltre alle circa quaranta opere teatrali, come Giulio Cesare in Egitto (1723), Ariodante (1734), Alcina (1735), Serse (1737-38), in questi anni scrisse più di venti oratori, in forma drammatica e in lingua inglese, con narrazione, personaggi e dialogo ma senza scena teatrale e  con testi tratti dall'Antico Testamento, Esther, 1718, Saul e Israele in Egitto.

L'adesione di Händel alla cultura inglese fu profondamente sentita, come dimostrano alcuni lavori vocali e strumentali, come Acis e Galatea e l'Ode per il giorno di Santa Cecilia, basati su testi di poeti inglesi come John Dryden e Alexander Pope.

Nel contesto della musica strumentale, Händel dedicò all'organo, di cui era un valente esecutore, ben venti concerti con orchestra.

Tra le più interessanti composizioni strumentali degli ultimi anni è da ricordare la Musica per i fuochi d'artificio, inizialmente composta per fiati e timpani, che era destinata a un'esecuzione all'aperto alla presenza dei principi di Galles, in seguito arricchita con gli archi.

Gli ultimi oratori Solomon e Susanna, Theodora e Jephtha furono l'estrema e più raffinata espressione dell'arte di Händel, che visse gli ultimi anni della sua vita semiparalitico e quasi completamente cieco, ma non rinunciò a comporre.

Il grande musicista morì a Londra nel 1759, ormai  celebre e ammirato da tutti.

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