Tracce di musica classica: Glenn Gould

  • Paola Montonati

glenn gouldGlenn Gould, pianista canadese dalla multiforme personalità, fu un grande interprete delle composizioni bachiane, e rivoluzionò l’approccio al pianoforte di una generazione di musicisti…

Glenn Gould, la SUA vita 

Nato a Toronto il 25 settembre 1932 da Russell Herbert e Florence Greig, Gould studiò pianoforte con la madre fino ai dieci anni, poi imparò teoria con Leo Smith, organo con Frederick Silvester e poi ancora pianoforte con Alberto Guerrero, insegnante principale del Conservatorio di Toronto, dove il giovane ebbe i più alti voti mai conseguiti in Canada.

Dopo una serie di debutti come organista e come solista con orchestra, tenne il suo primo recital pianistico all'Auditorium Eaton di Toronto il 20 ottobre 1947, per poi impegnarsi di una serie di concerti anche per radio e televisione, importanti alla luce della sua decisione successiva di ritirarsi dalle scene per comunicare al mondo solo attraverso incisioni e apparizioni video.

Il 2 gennaio 1955 debuttò a New York alla Town Hall e, il giorno seguente, firmò un contratto in esclusiva con la Columbia Records, i cui osservatori erano rimasti folgorati dalle sue esecuzioni. Del 1956 fu la sua prima incisione delle Variazioni Goldberg di Bach, una monumentale partitura costituita da un'aria e trentadue variazioni che divennero il biglietto da visita di Gould per il futuro, oltre ad essere la sua incisione più famosa e più citata.

Solo l'anno dopo incontrò un altro genio della musica, Leonard Bernstein, con cui debuttò alla Carnegie Hall di New York con la New York Philharmonic Orchestra nel Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven.

Da questo momento in poi la carriera concertistica di Gould andò a gonfie vele, anche se il pianista da subito ebbe un odio profondo verso questo stile di vita, fatto di viaggi continui e di nottate in alberghi sempre diversi.

Ma l’idiosincrasia gouldiana verso il mondo del concerto, poggiava su una serie di considerazioni circa il ruolo della tecnica nelle vite, che permette ormai all'ascoltatore di avere un ruolo attivo nel processo di ascolto, consentendo al fruitore di costruire da sé l'evento sonoro.

Così la tecnologia per Gould divenne il mezzo per instaurare un nuovo e rapporto tra artista e pubblico.

Gould abbandonò la carriera concertistica a soli trentadue anni, nel 1964, per rifugiarsi in un non ben specificato eremo canadese, forse un residence, allo scopo di dedicarsi esclusivamente all'incisione di dischi e la registrazione di trasmissioni televisive e radiofoniche in quantità eccezionale.

La sua vita venne cosi scandita da un isolamento fisico estremo, che riteneva necessario non solo per creare, ma anche per vivere.

Glenn Gould morì per un ictus il 4 ottobre 1982, lasciando un inestimabile patrimonio di registrazioni e di scritti, parte di una novità radicale, che sconcertò molti fino a quando il suo genio non fu pienamente riconosciuto, al punto di diventare un modello di vita.

lo stile 

Dalle incisioni di Gould emerge una strabiliante concezione della disposizione dei piani sonori dello strumento, ma anche una perfezione assoluta del suono, teso a imitare, attraverso l’uso dello staccato, il procedere della tastiera clavicembalistica.

Oltre che un pianista, Glenn Gould ebbe anche un nuovo modo di pensare la musica, e i suoi saggi sull’opera di Bach o di Schönberg, di Richard Strauss o di Beethoven, di Mozart o di Boulez, è dotato un tale acume che obbliga sempre a rimettere in discussione le convinzioni acquisite.

Thomas Bernhard, uno dei massimi scrittori contemporanei austriaci, a un anno dalla morte fece del grande pianista il protagonista assente del romanzo Il soccombente, storia del dramma di non essere Glenn Gould.

 

Ciò che Gould ancora oggi rappresenta è infatti la perfezione, come nella sua esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach, uno dei vertici dell'interpretazione di tutti i tempi, che resta un modello per i grandi pianisti.

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