Storia di Pavia

paviaPavia fu costruita a seguito di primi insediamenti  da parte di  popolazioni provenienti dalla Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri.

La città di Pavia fu fondata dai Romani, a cui si deve la pianta della città rimasta intatta fino ai nostri giorni. Due direttrici stradali ortogonali costituirono la traccia fondamentale dello schema a scacchiera che disegnò l’impianto della città: il cardine massimo, corrispondente a Strada Nuova e il decumano massimo, corrispondente a Corso Cavour.

L'antico nome di Pavia era “Ticinum”. Saccheggiata più volte dai barbari, fu conquistata dai Longobardi nel 572 e  fatta capitale del loro regno, con il nome di Papia, da cui il nome moderno. Il dominio longobardo durò per duecento anni, fino al 774, quando pavia fu conquistata da Carlo Magno.

Nella Chiesa di San Michele Maggiore a Pavia furono incoronati Re d'Italia Berengario del Friuli e i suoi successori fino a Berengario II e Adalberto II.

I luoghi simbolo di Pavia sono il Ponte Vecchio, San Michele Maggiore e i suggestivi cortili dell'Università.

Durante le guerre tra l'imperatore tedesco Federico Barbarossa e i comuni della Lega Lombarda, Pavia fu fedele all'esercito imperiale, per poi perdere gradualmente importanza dal punto di vista politico. Fu infine annessa dal 1360 al Ducato di Milano, sotto il dominio della famiglia dei Visconti.

Nel Cinquecento è famosissima la battaglia di Pavia, combattuta il 24 febbraio 1525 tra i Francesi e gli Imperiali che vinsero perché il capitano di ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re Francesco I di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il soprannome di vincitore di Pavia e la gratitudine dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. Legata a questa vicenda è la storia della Zuppa alla pavese, semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro cucinata da una contadina al re appena fatto prigioniero. Si racconta che al re piacque così tanto da farla inserire nel menù di corte con il nome di "soupe à la pavoise".

Dall'inizio del XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo Pavia fu sotto la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi e austriaci. Divenne nel 1859 parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d'Italia) insieme al resto della Lombardia.

 
«Per le stradette sassose di Pavia
camminavo a lungo davanti a balconi
di ferro battuto, davanti a colonne
incorporate nel muro, archi smozzicati
d'antiche porte; e s'aprivano impreviste
intorno a un misero pino storto
piazzette dove pareva
che gli ultimi secoli
fossero passati invano …»

Alberto Arbasino, scrittore vogherese del Novecento

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