San Benedetto, patrono dell’Europa

  • Paola Montonati

san benedettoFesteggiato un tempo il 21 marzo, primo giorno di primavera, Benedetto da Norcia fu simbolo di speranza nell’Altomedioevo…

Benedetto da Norcia nacque nell'anno 480 nell'omonima città umbra.

Giunto a Roma quando aveva solo dodici anni per i suoi studi, la vita dissoluta della capitale lo spinse ad abbandonare gli studi umanistici per non essere coinvolto nella stessa dissolutezza dei suoi compagni.

A diciassette anni si ritirò a Eufide nella valle dell'Aniene con la sua vecchia nutrice Cirilla, appoggiandosi saltuariamente a una vicina comunità di frati, ma col tempo s’interessò sempre di più all'eremitismo e alla meditazione .

Lasciata la nutrice, Benedetto si diresse verso Subiaco, dove, grazie all’amicizia con un monaco, trovò una grotta presso il Monte Teleo, dove rimase in eremitaggio per tre anni.

Terminata l'esperienza, nel 500 si diresse verso un monastero nei pressi di Vicovaro, ma fu costretto ad andarsene dopo un tentativo di avvelenamento perpetrato ai suoi danni dai monaci, così tornò a Subiaco, dove rimase per circa trent'anni.

Durante questo periodo Benedetto si sottopose a una serie di prove, fondamentali per diventare il portavoce di un nuovo ordine monastico, resistendo alla tentazione dell'auto-affermazione e dell'orgoglio, alla tentazione della sensualità e a quelle della rabbia e della vendetta.

Superato questo difficile percorso, fondò una serie di comunità d monaci, circa tredici, formate ognuna da dodici monaci e da un abate, considerato alla stregua di una guida spirituale.

Nel 529 lasciò Subiaco e fondò il famoso monastero di Montecassino, dove elaborò nel 540 la regola benedettina, che vedeva come forma della vita monastica, la scelta di un unico monastero presso il quale vivere fino al momento della morte e lo scandire la giornata con momenti di preghiera, studio e lavoro secondo il motto ora et labora, prega e lavora.

La regola stabilì poi che ciascuna comunità monastica deve essere diretta da un abate, che non è considerato un superiore, ma una guida spirituale, che svolge all'interno del monastero le veci di Cristo in un rapporto continuo con gli altri confratelli, come Cristo con i suoi dodici discepoli.

A Montecassino, Benedetto visse gli ultimi anni della sua vita, e qui morì il 21 marzo 547, dopo sei giorni di forti febbri, sostenuto dai suoi confratelli ai quali trasmise le sue ultime parole di coraggio.

Dopo la sua morte, il corpo e poi le reliquie diventarono oggetto di culto e molte diverse città si contesero il possesso delle reliquie.

Ancora oggi il culto del santo persiste a Montecassino, dove ha vissuto e operato, e ogni 11 luglio viene ricordata la figura di un uomo di fede che Papa Paolo VI nominò Santo patrono dell'Europa.

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