Rina Monti, scienziata all’università di Pavia

  • Paola Montonati

rina monti unipvIl coraggio di cercare una strada nuova nel mondo della scienza del primo Novecento…

Nata il 16 agosto 1871 ad Arcisate in provincia di Varese, Rina Monti si dedicò fin da adolescente a studi scientifici preferendoli a quelli giuridici, molto più graditi alla famiglia, essendo figlia di un magistrato.

In più occasioni la passione per le scienze di Rina si concretizzò in progetti e attività realizzate con il fratello Achille.

Dopo la Laurea in Scienze Naturali, ottenuta nel 1892 all’Università di Pavia,  la Monti lavorò prima con il mineralogista Francesco Sansoni, di cui fu assistente per un anno, e poi con il naturalista Leopoldo Maggi, uno dei primi scienziati italiani a dedicarsi ai protozoi, dopo aver condotto studi sia di tipo geologico che biologico.  

Inoltre la Monti affiancò Maggi nell’insegnamento e nella direzione del gabinetto di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Pavia.

Nonostante le indubbie competenze, Rina Monti dovette cedere questa posizione alla morte di Maggi, dato che la cattedra passò ufficialmente nelle mani dello zoologo Andrea Giardina, risultato nel 1906 vincitore del concorso per la cattedra di anatomia e fisiologia comparate a Pavia.

Nel concorso vinto da Giardina, le pubblicazioni della Monti furono giudicate non adeguate per superare il concorso.

Un ruolo importante nella formazione di Rina fu svolto anche dallo zoologo Pietro Pavesi, un ricercatore con interessi che spaziavano dall’entomologia all’ornitologia, passando per l’ittiologia e la limnologia.

La Monti lavorò anche con Camillo Golgi  presso il laboratorio di neuro-istologia per apprendere le più innovative tecniche di microscopia, perché il fratello Achille era stato nominato direttore della sezione patologica del laboratorio.

In particolare, si dedicò al sistema nervoso di vari animali e a quest’ambito di ricerca sono da ricondurre alcuni suoi contributi decisamene importanti legati al sistema nervoso d’insetti e planarie e all’innervazione del tubo digerente di pesci e anfibi e della milza negli uccelli.

Per il suo lavoro fu elogiata da numerosi scienziati, tra cui due figure eccellenti come Gustaf Retzius e, Santiago Ramón y Cajale le venne riconosciuto il premio Cagnola del Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere di Milano, di cui era già anche Socio Corrispondente da diversi anni. Negli anni successivi fu Socio anche dell’Anatomische Gesellschaft e dell’Association des Anatomistes, le società più prestigiose nel campo dell’anatomia e dell’anatomia comparata.

Nel 1899 ottenne la libera docenza per l’insegnamento di Anatomia e Fisiologia Comparata, ma fu nel 1907 che, dopo numerosi concorsi, ebbe l’abilitazione per il ruolo di Professore Ordinario, come prima donna a ricoprire questo ruolo in un’università italiana.

Mentre la carriera procedeva in modo positivo, Rina si trovò ad affrontare alcuni problemi sentimentali dato che Giovanni Marenghi, conosciuto all’Università e allievo di Golgi, decise di rompere il fidanzamento con lei per sposare la nipote del suo maestro.

Questo evento ebbe anche delle conseguenze professionali, poiché la Monti interruppe il rapporto con Golgi e il suo laboratorio, oltre segnare la fine dei rapporti tra Golgi e il fratello della scienziata, Achille.

Nel 1903 Rina sposò il geologo Augusto Stella, docente presso i politecnici di Torino e Roma, e dalla loro unione nacquero due figlie, delle quali Emilia seguì le sue orme diventando una nota limnologa.

La Monti nel 1907 risultò seconda classificata in un concorso dell’Università di Sassari, in cui si trasferì come Professore Straordinario in zoologia e anatomia comparata.

Tre anni più tardi, fu promossa professore ordinario e rimase a Sassari sino al 1915, anno in cui si trasferì come Professore Ordinario a Pavia, prima alla cattedra di zoologia poi dal 1921 a quella di anatomia comparata.

Nel periodo del primo conflitto bellico mondiale, la Monti iniziò a dedicarsi alla limnologia comparata dei laghi italiani, come quelli della Valle d’Aosta e della Valtellina, e alla colonizzazione graduale dei laghi alpini. 

Per fare le sue osservazioni sui laghi Rina usava una singolare imbarcazione, chiamata pavesia, realizzata nel Cantiere Pietro Baglietto di Varazze, progettata in funzione dello svolgimento dei campionamenti da compiersi sui laghi posti in montagna.

Lo scafo, composto da uno scheletro in legno, era rivestito di un telo impermeabile, così da risultare perfettamente smontabile, leggero e trasportabile.

Nel 1924 Rina Monti fu inviata a Milano per seguire la sezione naturalistica dell’Università di Milano, dove rimase coprendo la cattedra di Anatomia e Fisiologia Comparata della Facoltà di Scienze, oltre all’incarico di docente di biologia generale e di zoologia e anatomia comparata per gli studenti della Facoltà medica.

Rina Monti nel 1936, su disposizione del Ministero, fu collocata a riposo e morì il 25 gennaio 1937, a sessantasei anni.

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